Olio extravergine d’oliva: Italia vince a Sol d’Oro 2013

Olio extravergine d’oliva: Italia vince a Sol d’Oro 2013

L'olio extravergine italiano stravince al Sol d'Oro 2013: su 15 medaglie disponibili ne portiamo a casa 13.

L’edizione 2013 del premio Sol d’Oro dedicato ai migliori oli extravergine d’oliva del mondo, che si è svolta a Veronafiere dal 18 al 22 febbraio, ha visto trionfare gli extravergine italiani: su 15 medaglie disponibili ben 13 sono andate a prodotti DOP italiani, appena due a oli spagnoli. In gara, però, c’era tutto il mondo dell’olio che conta: Italia, Argentina, Cile, Uruguay, Libano, Grecia, Portogallo, Spagna, Slovenia e Croazia.

Quest’anno le categorie della competizione internazionale sono salite da tre a cinque: fruttato leggero, fruttato medio, fruttato intenso e le novità biologico e monovarietale. La nuova categoria riservata all’olio biologico è quella in cui c’è stato un oro spagnolo, ecco la classifica:

  1. Sol d’Oro alla Almazaras de la Subbetica s.c.a. di Carcabuey Priego de Cordoba – Spagna;
  2. Sol d’Argento alla Agraria Riva del Garda di Riva del Garda (Trento) – Trentino Alto Adige;
  3. Sol di Bronzo all’Azienda Agricola Biologica Titone di Trapani – Sicilia.

Questo boom degli oli italiani di altissima qualità lascia ben sperare per un futuro più roseo di questo settore agricolo recentemente martoriato da truffe internazionali. I prodotti in gara a Sol d’Oro sono certamente buoni, sani e italiani ma così non si può sempre dire per un’enorme quantità di oli che girano nel nostro paese.

Un paese, l’Italia, che è contemporaneamente secondo produttore al mondo di olio d’oliva ma anche tra i maggiori importatori di questo prodotto e di olive da spremere. Qualcosa non va, ovviamente, e per questo è da poco entrata in vigore una legge a hoc per tutelare i consumatori dalle truffe e i produttori onesti dalla concorrenza sleale di alcuni importatori che miscelano olio di varie provenienze o aggiungono olive estere al proprio olio, senza indicarlo in etichetta, per abbassare il prezzo.

È la cosiddetta legge “salva olio“, che prevede controlli più stringenti sulla filiera dell’olio e forti limitazioni su cosa si può scrivere sull’etichetta. Per capire le dimensioni del problema, basti pensare che quest’anno in una delle provincie siciliane leader nella produzione dell’olio extravergine di alta qualità (quella di Ragusa, che vanta l’ottima DOP “Monti Iblei” e ha vinto a Sol d’Oro 2013 la medaglia d’argento nella categoria fruttato medio con l’azienda Viragì SAS di Chiaramonte Gulfi) si è venduto extravergine a 3,5 euro al chilo. Ben al di sotto dei costi di produzione.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Festival del Verde e del Paesaggio 2019: intervista a Gaia Zadra