Olio di scarto venduto come 100% biologico: truffa in Puglia

Olio di scarto venduto come 100% biologico: truffa in Puglia

Truffa scoperta in Puglia: imprenditori vendevano olio scadente e contraffatto come 100% biologico, ma sono stati tutti arrestati.

Lo vendevano come olio biologico 100% ma in realtà di biologico quel prodotto aveva solo l’etichetta. Una maxi truffa è stata scoperta dagli uomini della Guardia di Finanza di Andria e Trani, in collaborazione con l’ispettorato repressione frodi di Roma e Bari. Questa mattina i finanzieri hanno arrestato 16 persone e hanno sequestrato preventivamente 15 imprese coinvolte in uno dei giri di contraffazione più eclatanti degli ultimi anni.

La banda di piccoli imprenditori del settore agricolo vendeva infatti dell’olio spacciato per biologico per poter accedere alle agevolazioni previste per il made in Italy, ma in realtà il prodotto venduto non solo non era biologico, ma in parte non era nemmeno olio. I truffatori infatti raccoglievano olio di scarto dai ristoranti, pizzerie e altre attività di ristorazione da mezza Italia e li importavano persino dalla Spagna, lo mescolavano con altre sostanze grasse e lo imbottigliavano dandogli un aspetto sano. Tra le sostanze che componevano questo “olio” c’erano i fondami (il residuo che resta in fondo alle bottiglie di olio), oli esausti oppure, nel migliore dei casi, olio rubato o di qualità tutt’altro che biologica.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti erano coinvolte in questo giro d’affari tre organizzazioni criminali pugliesi, di cui due facenti capo a un imprenditore di Andria, le quali commercializzavano l’olio nel territorio pugliese e calabrese, con la collaborazione di imprenditori locali compiacenti. Le organizzazioni criminali si occupavano anche di redigere false fatture che attestavano l’acquisto da imprenditori locali di olio biologico italiano per dimostrare una filiera legale che però non corrispondeva alla realtà.

Questa mattina, in seguito agli arresti per il reato di associazione a delinquere, sono anche state sequestrate 400 tonnellate di olio, definito dalla Guardia di Finanza con “proprietà organolettiche scadenti e/o contaminate”. Il giro d’affari stimato dagli inquirenti ammontava a circa 30 milioni di euro.

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