Olio di palma: la maggior parte finisce nelle nostre auto

Olio di palma: la maggior parte finisce nelle nostre auto

Fonte immagine: iStock

L'olio di palma continua a causare deforestazione e il 51% di quello importato in Europa finisce nelle nostre macchine.

Al contrario di quanto si pensi, la maggior parte dell’olio di palma che arriva in Europa finisce non sulle nostre tavole, ma nei serbatoi delle automobili. Attualmente, una quota pari al 51% dell’olio di palma importato in Europa viene destinata alla produzione di biodiesel.

Lo conferma lo studio “High & low ILUC risk biofuels”, diffuso dall’associazione impegnata nella promozione della mobilità sostenibile Transport & Environment, che esamina gli ultimi effetti generati dalla deforestazione.

Sulla base di analisi condotte via satellite, il rapporto stima che l’espansione dell’olio di palma provoca la perdita di terreno forestale e di torbiere, tra gli ecosistemi con il più alto tasso di biodiversità sul pianeta. Il 31% delle nuove piantagioni ha generato deforestazione, mentre un altro 23% ha distrutto le zone di torbiere (ambienti caratterizzati da grande abbondanza di acqua, come le paludi, dove si sviluppa una vegetazione erbacea, tipica dei luoghi umidi). Tra i principali motivi di deforestazione anche la soia: dal 2012 al 2015 il 7% dell’espansione globale è andata a scapito delle foreste.

Laura Buffet, che con Transport & Environment si occupa delle campagne per la promozione dei combustibili puliti, ha affermato:

“Le prove scientifiche sono chiare: la richiesta extra di olio di palma e di soia per produrre biocarburanti sta distruggendo foreste pluviali, savane, paludi e torbiere drenanti. Etichettare questi biocarburanti come alto rischio di ILUC – (indirect land use change), terminologia che si usa per indicare il cambiamento del suolo per scopi indiretti – è in linea con la scienza, e fermerebbe la futura deforestazione, oltre a ridurre le emissioni di carbonio associate”.

Inoltre, diversi studi dimostrano che utilizzare olio di palma per produrre biodiesel ha un impatto maggiore sul clima rispetto al solo utilizzo di combustibili fossili. Secondo quanto sostiene la Commissione europea, infatti, produrre biodiesel con con l’olio di palma è tre volte peggio, mentre è due volte peggio se si utilizza soia.

Olio di palma: quello che non sappiamo

Circa l’83% della domanda globale di olio di palma viene soddisfatta dalla produzione di due sole nazioni: Indonesia e Malesia.

Secondo un sondaggio effettuato da Ipsos, l’87% degli italiani non sa che l’olio di palma si compra al distributore di benzina. Se da una parte l’utilizzo nei prodotti alimentari è diminuito negli ultimi anni, quello usato per produrre biodiesel è invece praticamente quadruplicato.

Una situazione amplificata dalla scarsa attenzione messa dall’Unione Europea nella regolamentazione dei biocarburanti, che ancora incentiva l’utilizzo di queste materie prime, nonostante il settore della ricerca dimostri che non c’è nulla di green nel produrre biocarburanti da soia e olio di palma.

Per questo motivo, e per rendere i consumatori maggiormente consapevoli, è nata la campagna #SAVEPONGO nell’ambito di quella europea #NotInMyTank (non nel mio serbatoio). Campagna sostenuta da una serie di ONG di tutta Europa, tra cui figurano anche Legambiente e Transport & Environment.

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