Olio di cocco, più dannoso per l’ambiente di quello di palma?

Olio di cocco, più dannoso per l’ambiente di quello di palma?

Fonte immagine: Foto di moho01 da Pixabay

L'olio di cocco potrebbe non essere un'alternativa così sostenibile a quello di palma secondo uno studio: immediate e accese le polemiche.

L’olio di cocco potrebbe essere un nemico per l’ambiente peggiore del tanto osteggiato olio di palma. Almeno stando a quanto sostengono gli autori di uno studio pubblicato in “pre-print” su Current Biology e nel quale si sostiene il cattivo effetto di tutte le monoculture, cocco e palma incluse. Un ricerca che ha scatenato immediate e accese polemiche.

Nel documento viene attaccato duramente l’intero sistema delle monoculture, definendolo un nemico dell’ambiente. Nel mirino le attività di deforestazione e i danni agli habitat naturali che spesso accompagnano tali coltivazione. A sostenerlo il primo firmatario dello studio, Erik Meijaard, Università del Kent e responsabile della Oil Palm Task Force dell’IUCN. Malgrado il suo profilo tuttavia non compare alcuna difesa dell’olio di palma, almeno non direttamente, quanto un più generale attacco a tutti gli oli ottenuti da monoculture.

Secondo Meijaard l’olio di cocco in particolare minaccerebbe 20 specie per ogni milione di tonnellate, mentre quello di palma “appena” 3,8. Inoltre la superficie destinata alla prima coltivazione è stimata in 20 milioni di ettari, contro i 12,5 della seconda. Uno studio che in sostanza mette in discussione la maggiore sostenibilità delle alternative al “palm oil”.

Olio di cocco e palma, le reazioni del mondo scientifico

Quanto affermato da Meijaard è stato attaccato e in parte smentito da altri studiosi e ricercatori. Tra questi Meine van Noordwijk, ricercatore del World Agroforestry Center, intervenuto sul rischio legato alle specie che abitano le piccole isole tropicali. Secondo van Noordwijk non sarebbe vero che queste specie siano a gravissimo rischio per colpa della deforestazione, in quanto appena l’8% delle palme da cocco utilizzate dall’industria si troverebbe lì. Oltre l’80% si troverebbe, prosegue lo scienziato, in Paesi quali Indonesia, Filippine e India.

Critiche verso la ricerca di Meijaard sono arrivate anche dalla biologa indonesiana Sheherazade, alla guida di Tambora Muda Indonesia (associazione conservazionista). La biologa ha spiegato che le palme da cocco vengono sempre piantate in associazione con altre specie, mai “in isolamento”. Di conseguenza uno studio che non tenga conto di questo è limitante e fuorviante.

Fonte: Focus

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