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Oli usati: CONOU e Confindustria insieme per l’economia circolare

Oli usati: CONOU e Confindustria insieme per l’economia circolare

CONOU e Confindustria insieme per la sensibilizzazione sulla raccolta degli oli usati, al via roadshow in tutta Italia.

CircOILeconomy, si chiama così il roadshow, messo in piedi da Confidustria e CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, la raccolta e il trattamento degli oli minerali usati), che farà tappa nelle principali città italiane per diffondere le buone pratiche legate alla raccolta degli oli usati. Sinergia d’intenti racchiusa nel protocollo siglato ieri a Roma, presso la sede di Confindustria in via dell’Astronomia, per migliorare il processo di gestione che caratterizza la raccolta degli oli esausti da parte delle imprese attive su tutto il territorio italiano. Un’opportunità da sfruttare non solo per l’ambiente ma anche dei consumatori.

In Italia ogni anno il 99%, delle 186 mila tonnellate di lubrificante recuperato, viene avviato a riciclo. L’olio proviene in gran parte dalla raccolta effettuata dal settore legato all’industria e, per questo, risulta fondamentale alzare il target rendendo sempre più efficiente l’intera filiera.
“Con il nostro viaggio in giro per l’Italia cercheremo di preservare l’ambiente e la salute dei cittadini”, ha affermato Claudio Andrea Gemme, Presidente del Gruppo Tecnico Industria e Ambiente di Confindustria, “dobbiamo tutelare il nostro territorio, risorsa preziosa, con il recupero dell’olio esausto. Grazie anche all’Anas, che gestisce 31 mila chilometri di strade in Italia, forniremo alle stazioni di servizio i servizi per lo smaltimento”.

Perché conviene il riutilizzo degli oli

Già nel 1940, e nell’immediato dopoguerra, in Italia si parlava di di raccolta di olio usati, con l’idea che si potesse fare di più, di far nascere un mercato virtuoso intorno al comparto, ma è nel 1975, con un regio decreto, che si ha la svolta. Due anni dopo nacque CONOU.

“Siamo stati tra i primi al mondo nel recupero”, ha spiegato Paolo Tomasi, Presidente CONOU, “lo scorso anno in pratica tutto il raccolto è stato recuperato, nulla sfugge all’economia circolare. Tuttavia abbiamo ancora problemi legati a una gestione non sempre accurata della raccolta lungo tutta la filiera. Ad esempio, riusciamo a rimettere a nuovo il 65% della quantità che ci arriva, percentuale che potrebbe salire al 75% se solo riducessimo la quantità di impurità, o di inquinanti, che si accumula negli oli durante la fase della catena di raccolta”.

Sono 110 mila le tonnellate di lubrificante recuperato, per un valore economico pari a circa 77 milioni di euro di prodotto reimmesso nel mercato. Importanti anche i numeri che parlano delle importazioni petrolifere evitate grazie al riuso: un risparmio pari a circa 3 miliardi di euro. Senza dimenticare l’aspetto puramente ambientale. L’attività del CONOU permette infatti un notevole risparmio di CO2 immessa in atmosfera, preserva la risorsa idrica (l’olio industriale è composta dal 15% d’acqua), riduce il prelievo di materie prime dai nostri ecosistemi, e contrasta il consumo di suolo: “in 35 anni di attività abbiamo messo al sicuro 7500 ettari di terreno”, ha concluso Tomasi.

In occasione della firma dell’accordo, abbiamo intervistato Paolo Tomasi e Claudio Andrea Gemme. Di seguito, le loro dichiarazioni in merito agli obiettivi del protocollo d’intesa Confindustria-Conou:

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