Oleandro: coltivazione e potatura

Oleandro: coltivazione e potatura

Fonte immagine: Pixabay

Simbolo della macchia mediterranea, l’oleandro cresce facilmente ma necessita di specifiche cure: ecco come coltivarlo e potarlo.

In Italia siamo abituati ad ammirare rigogliose piante di oleandro lungo i cigli autostradali, segno evidente che questo arbusto sempreverde è in grado di crescere bene anche senza ricevere cure quotidiane. Appartenente alla famiglia della Apocynaceae, l’oleandro (Nerium oleander) è caratteristico della macchia mediterranea e vanta un fogliame verde scuro durevole, oltre a fiori molto vivaci e profumati.

La facilità di coltivazione che caratterizza gli oleandri li rende adatti a qualsiasi tipo di habitat, dal parco al giardino casalingo, tanto che possono essere impiegati come vegetazione ornamentale per separare balconi e segnare confini tra un’abitazione e l’altra.

Una particolarità riguarda la tossicità delle foglie e delle altre parti dell’arbusto, particolarmente velenose e in grado di provocare diversi effetti collaterali se ingerite anche in piccole dosi a causa degli alcaloidi presenti in quantità abbondante su corteccia e foglie, fiori e semi. È pertanto consigliabile munirsi di apposti guanti da giardinaggio prima di maneggiare la pianta.

Per chi fosse alla ricerca di una pianta di oleandro rosa, Amazon offre questo vaso al prezzo consigliato – soggetto a variazioni – di 12 euro. Qui per acquistarlo.

Fioritura

Oleandro

L’oleandro fiorisce solitamente nella stagione estiva, tra il mese di giugno e il mese di settembre. I fiori sono semplici o doppi, ma sempre molto appariscenti, e possono essere caratterizzati da tonalità diverse, dal bianco al rosa, dal giallo al rosso. Una volta completata la fioritura, questa pianta è in grado di produrre frutti fusiformi di forma stretta e lunghi anche fino a quindici centimetri, contenenti semi ricoperti da peluria. Una strategia spesso utilizzata per verificare lo stato di salute della pianta, assicurandosi del suo sviluppo, si basa sull’attenta osservazione delle foglie: se sono di dimensioni ridotte e di colore verde chiaro, ad esempio, probabilmente il terreno che ospita l’arbusto è povero di nutrimento e di sali minerali preziosi.

Coltivazione

Oleandro

Per quanto riguarda la concimazione, l’oleandro si adatta a molti tipi di clima ma predilige il sole e le temperature miti. Questo arbusto si propaga per talea, prelevata all’inizio della stagione estiva e lasciata radicare immersa nella sabbia. L’impianto, invece, deve essere effettuato nel periodo compreso tra ottobre e marzo.

Adatto per essere coltivato sia a terra sia in vaso -in questo caso avendo cura di rinvasare a cadenza annuale – si sviluppa al meglio se vengono soddisfatte alcune esigenze:

  • il terreno deve essere ben drenato e leggero;
  • le annaffiature devono essere molto abbondanti d’estate soprattutto se la pianta è coltivata in vaso;
  • la concimazione ideale prevede il solo utilizzo di sali minerali il fosforo e potassio, da aggiungere al terreno generalmente in primavera e nel mese di settembre.

Per chi fosse alla ricerca di fertilizzante per oleandri, Amazon offre questo flacone al prezzo consigliato – soggetto a variazioni – di 11.95 euro. Qui per acquistarlo.

Potatura

Oleandro

L’oleandro è soggetto agli attacchi di alcuni parassiti, come afidi e la cocciniglia, tuttavia in assenza di specifici problemi è sufficiente eliminare i rami secchi e privi di foglie durante i mesi invernali. In primavera, invece, è necessario prestare attenzione alla presenza di gemme ed evitare quindi di tagliare i rami in assenza di motivazioni particolari. Per potare l’oleandro, garantendo così uno sviluppo rigoglioso nelle stagioni successive, bisogna usare cesoie affilate e tagliare a una decina di centimetri dalla base. Come accennato, la tossicità di questa pianta rende necessario l’utilizzo di guanti e soprattutto una profonda pulizia degli strumenti utilizzati.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Giardinaggio, come facilitarlo