OGM: ministri europei rinviano la decisione alla Commissione UE

OGM: ministri europei rinviano la decisione alla Commissione UE

Il Consiglio dei Ministri europei non raggiunge il numero legale nella votazione sugli OGM e ora la Commissione europea dovrà decidere sull'autorizzazione.

Quello che in molti temevano è accaduto. Il Consiglio dei Ministri dell’Ambiente dell’Unione Europea ha rinviato la patata bollente della questione OGM alla commissione apposita che già una volta aveva dato l’ok alla commercializzazione del granturco della Monsanto. Visto che già una volta la commissione si è espressa a favore non sembrano esserci spiragli per un cambio di opinione. Oggi ci sarà la decisione definitiva, se arriverà l’ok gli OGM saranno autorizzati a invadere l’Europa.

La questione OGM continua a dividere l’Europa tra favorevoli e contrari. Dopo l’ok in commissione arrivato alcuni anni fa in molti hanno tentato l’ostruzionismo compresa l’Italia, che adesso rischia la procedura d’infrazione. L’unica speranza per fermare l’invasione degli organismi geneticamente modificati era che il Consiglio europeo di ieri votasse contro l’autorizzazione alla commercializzazione del granturco Pioneer tc1507.

Gli interessi delle lobby hanno prevalso e così, nonostante la forte opposizione di alcuni Paesi come Italia e Francia (in tutto i voti contrari sono stati 19), le ragioni del sì pronunciato da Spagna, Gran Bretagna e altri tre Paesi hanno avuto la meglio. L’ago della bilancia, nelle mani di 4 Stati tra i quali la Germania, è servito per non decidere, astenendosi e non consentendo il raggiungimento del numero legale. La legislazione europea prevede che, in mancanza del numero minimo per le decisioni, la questione passi alla Commissione europea. Come detto, la Commissione UE ha già dato l’autorizzazione una volta e non vediamo perché non debba farlo di nuovo.

Com’è facile immaginare, in Italia, uno dei Paesi che maggiormente si opponeva a questa autorizzazione, le reazioni dei diretti interessati non si sono fatte attendere. Greenpeace definisce “illegale” un’approvazione del mais OGM perché la Corte di Giustizia Europea ha negato nel dicembre scorso un’autorizzazione simile e si appella proprio alla Corte affinché annulli un eventuale ok da parte della commissione.

Slow Food si dice soddisfatta della presa di posizione dell’Italia, ma non può dire altrettanto della posizione europea, mentre Legambiente invece spera che il semestre di presidenza italiano sia incentrato sul blocco delle autorizzazioni agli OGM. Il motivo per cui ci si oppone tanto alle coltivazioni della Pioneer non è pregiudiziale, ma è ben spiegato dal comunicato di Greenpeace:

Il mais 1507 è stato geneticamente manipolato per produrre una tossina chiamata Bt, letale per alcuni parassiti. L’Autorità per la Sicurezza Alimentare dell’Unione Europea (EFSA) ha riconosciuto la tossicità di questo OGM per farfalle e falene e ha messo in guardia su possibili carenze dei test condotti sul mais 1507.

Questo prodotto, commercializzato dall’industria agrochimica americana Dupont Pioneer, è stato inoltre modificato per essere resistente all’erbicida glufosinato, che sarà vietato nell’Unione Europea entro il 2017 a causa della sua tossicità.

Insomma perché autorizzare una coltura che si sa sin dall’inizio essere tossica? La parola alla Commissione Europea che entro questa sera dovrà prendere una decisione definitiva.

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