OGM: Italia conferma all’UE la messa al bando nazionale

OGM: Italia conferma all’UE la messa al bando nazionale

Fonte immagine: assente

L'Italia conferma la sua intenzione di bandire le coltivazioni OGM dal territorio nazionale, seguita da altri 13 Paesi UE.

L’Italia conferma alla Commissione Europea la propria volontà di messa al bando delle colture OGM. Una decisione che vede il Governo di Roma in buona compagnia: altri 13 Stati membri hanno scelto di percorrere il cammino italiano verso il pieno divieto di coltivare organismi geneticamente modificati.

A tutti gli effetti il bando nazionale degli OGM è stato richiesto, oltre che dall’Italia, anche da altri 9 Paesi (Austria, Croazia, Francia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Olanda e Polonia) e una Regione, la Vallonia. A completare il gruppo di 13 vi sarebbero le notifiche, segnalate come “in arrivo” da Greenpeace, di Danimarca, Germania, Slovenia e Bulgaria, alle quali si aggiungerebbero Scozia e Irlanda del Nord (considerate Regioni).

L’insieme delle nazioni e delle Regioni coinvolte porterebbe il fronte del no agli OGM a rappresentare il 65% della popolazione UE e il 66,2% dei terreni coltivabili in Europa. Come ha sottolineato Federica Ferrario, responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia:

Con l’invio odierno alla Commissione Europea delle richieste di esclusione di coltivare tutti gli OGM autorizzati a livello europeo sull’intero territorio nazionale, l’Italia si conferma Paese libero dagli OGM.

Invii per i quali ci sarà tempo fino al 3 ottobre, data ultima di scadenza per la presentazione delle notifiche di bando nazionale. Bandi che riguarda sia l’unica coltivazione OGM già approvata dall’UE, il mais della Monsanto MON810, che le altre ancora in attesa di autorizzazione. Come ha concluso Ferrario:

Adesso dobbiamo bloccare l’approvazione di nuovi OGM e rivedere completamente il processo di valutazione dei rischi e di autorizzazione degli OGM a livello europeo. È un impegno che il Commissario Jucker deve mantenere.

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