Oceani: rischio di estinzione di massa, colpa della CO2

Oceani: rischio di estinzione di massa, colpa della CO2

Fonte immagine: Bryan Adams

Un nuovo studio ci avverte che siamo "sull'orlo di un precipizio" e che potremmo davvero mettere a rischio la vita negli oceani.

Le emissioni di CO2 non stanno causando solo un anomalo aumento delle temperature atmosferiche, con i pericoli che questo comporterà, ma hanno una diretta influenza anche sulla vita negli oceani. Gli effetti già ad oggi sarebbero davvero preoccupanti.

Lo afferma uno studio pubblicato qualche giorno fa su Science e condotto da un gruppo di scienziati della California University di Santa Barbara, in collaborazione con i ricercatori dell’Università di Stanford (California) e della Rutgers University (New Jersey). Quello che si prospetta è un’estinzione di massa senza precedenti. Come ha commentato Douglas J. McCauley, ecologo presso la California University e autore della ricerca:

Potremmo essere seduti sull’orlo di un precipizio.

L’aumento di CO2 ha alterato la chimica acquatica con effetti di acidificazione e a questo si aggiunge anche l’aumento delle temperature nelle acque.

Questo avrebbe causato finora la perdita del 40% dei coralli esistenti e migrazioni di massa di pesci come il branzino “black sea-bass”, originario delle aree al largo della Virginia, che si è spostato verso il New Jersey.

A rischio quindi la biodiversità che sottende all’equilibrio esistente e necessario per la vita negli oceani. La buona notizia è che, come afferma il biologo marino della Rutgers University, Malin L. Pinsky, che ha collaborato allo studio:

Siamo fortunati in molti modi perché l’impatto distruttivo dell’uomo sta accelerando, ma c’è ancora tempo per invertire la rotta.

L’oceano manterrebbe infatti ad oggi una buona capacità di autodepurazione che potrebbe ancora permettere, a patto di una diminuzione diffusa e non localizzata di inquinamento ed emissioni, di salvare il suo equilibrio e la sua salubrità.

Stephen R. Palumbi della Stanford University, altro autore dello studio, sostiene che la risorsa migliore per salvare l’oceano sia “l’oceano stesso”. L’uomo deve dare però il proprio contributo, se non per favorirlo, almeno per non ostacolare ulteriormente questo processo.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Cambiamenti climatici, come e perché avvengono?