Oceani, riscaldamento globale minaccia le acque profonde

Oceani, riscaldamento globale minaccia le acque profonde

Il riscaldamento degli oceani sta interessando in maniera differente i vari strati di profondità, scienziati preoccupati degli effetti sulle specie marine.

Gli oceani si stanno riscaldando a ritmi superiori alle previsioni. Ad affermarlo uno studio internazionale, che ha analizzato le temperature oceaniche a diverse profondità. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature Climate Change.

Secondo gli studiosi le temperature nelle profondità degli oceani cresceranno dopo il 2050 a un ritmo fino a sette volte superiore a quello attuale. Il fenomeno chiamato “velocità climatica” colpirà diverse specie marine. Tale definizione indica direzione e velocità di migrazione della fauna, costretta a spostarsi per cercare zone più adatte alla sopravvivenza.

I ricercatori hanno analizzato il riscaldamento degli oceani a diverse profondità, sulla base di tre diversi modelli climatici: taglio netto e immediato alle emissioni di CO2; azioni di contenimento a partire da metà secolo; nessun intervento fino al 2100.

Anche in caso di contenimento immediato gli effetti sugli oceani saranno evidenti. Dopo il 2050 la velocità climatica nello strato mesopelagico (tra 200 e 1000 metri di profondità) sarà oltre sette volte superiore a quella attuale (da circa 6 km a 50). Dimezzerà in superficie, tre volte superiore la “climate velocity” tra 1000 e 4000 metri di profondità.

Stando a quanto dichiarato a The Guardian Australia uno dei 10 ricercatori impegnati nello studio, il Prof. Anthony Richardson (University of Queensland), a preoccupare è proprio questa disparità di cambiamento. Rischiano di crearsi gravi spaccature tra specie interconnesse. Un esempio è il tonno, che risiede nello strato mesopelagico (200-1000 metri) e si nutre di organismi che vivono in superficie.

I ricercatori sottolineano come l’azione di assorbimento del calore da parte degli oceani abbia ormai raggiunto un punto di saturazione. A pagarne il prezzo più alto le specie che abitano gli strati più in profondità, più abituati a temperature stabili e meno adatti al cambiamento.

Fonte: Nature Climate Change

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Un time lapse mostra come l’uomo sta distruggendo la Terra