Obesità: sarà un’epidemia entro il 2030 secondo l’OMS

Obesità: sarà un’epidemia entro il 2030 secondo l’OMS

L'obesità si diffonderà come un'epidemia entro il 2030 secondo le previsioni dell'OMS.

Obesità diffusa come un’epidemia entro il 2030. A diffondere tali previsioni è l’OMS, secondo la quale il numero di individui obesi o sovrappeso cresce a livelli preoccupanti nei prossimi 15 anni, fino a interessare un’ampia fetta della popolazione.

La diffusione dell’obesità interesserà per l’Italia il 20% degli uomini (12% nel 2010) e il 15% delle donne (10% nel 2010). Numeri che risultano tuttavia inferiori a quelli degli altri Paesi della zona UE, con l’Irlanda che supererà il 40% di uomini obesi.

La Gran Bretagna segnerà invece i dati peggiori per quanto riguarda le donne, che raggiungeranno quota 26%. Male anche la Svezia, storicamente a rischio ridotto, che toccherà il 26% di obesità tra gli uomini e il 22% tra le rappresentanti del sesso femminile.

Gli individui sovrappeso saranno il 50% (percentuali comprensive anche della quota di obesi) per quanto riguarda le donne (1 su 2) e il 70% degli uomini. Dato peggiore per il sesso maschile ancora riferito all’Irlanda, che vanta un poco invidiabile 89%, mentre per quello femminile maglia nera per il Belgio, sempre con l’89%.

Nella stesura di tali previsioni sono state tenute in considerazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità alcune specifiche riguardanti l’indice di massa corporea: con BMI (Body Mass Index) da 25 a 29.9 l’individuo è stato considerato sovrappeso, da 30 in poi obeso. Secondo quanto ha sottolineato Joao Breda, ufficio europeo dell’OMS:

Anche se questa è solo una previsione, quindi i dati vanno presi con estrema cautela, porta due messaggi molto importanti. Il primo è che la disponibilità e la qualità dei dati nei Paesi devono essere migliori e il secondo che queste previsioni mostrano la necessità di fare di più per prevenire e combattere l’obesità.

Campagne di prevenzione che dovranno essere più incisive e diffuse anche secondo Laura Webber dello UK Health Forum, ente che collabora con l’OMS:

Sono dati che dovrebbero indurre i governi a promuovere il consumo di cibi più salutari, rendendone anche più accessibile il prezzo.

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