Obesità: contenitori per alimenti tra i responsabili

Obesità: contenitori per alimenti tra i responsabili

Nuovo studio indica un composto contenuto nei contenitori per alimenti plastici e di metallo come co-responsabile per l'obesità.

Alcuni contenitori per i cibi possono complicare la ricerca della migliore forma fisica. A sostenerlo uno studio della Kaiser Permanente Division of Research di Oakland (California) e diretto dal Dr. De-Kun Li, secondo il quale una sostanza chimica in essi contenuta può rendere più difficoltosa la riduzione del peso.

Si tratta del BPA (biosfenolo-A), sostanza presente nelle bottiglie di plastica così come nei contenitori per cibo e bevande realizzati in metallo. Stando a quanto pubblicato sulla rivista scientifica PLOS ONE lo studio ha coinvolto circa 1300 bambini e ragazzi di Shanghai appartenenti a classi scolastiche comprese tra il quarto e il dodicesimo grado di istruzione.

L’influenza maggiore derivata da alti livelli di BPA rinvenuti nelle urine è stata riscontrata nelle bambine comprese tra i 9 e i 12 anni, che mostrano una propensione verso l’obesità infantile pari al doppio rispetto alle coetanee con bassi livelli di biosfenolo-A.

La ricerca sembra quindi confermare un precedente studio condotto negli USA riguardo la possibile interazione tra BPA e diffusione dell’obesità infantile nei giovani statunitensi. Risultati che hanno spinto la FDA (Food and Drug Administration) a valutare in maniera più approfondita la presenza di questa sostanza nei contenitori alimentari.

Questi ultimi sono stati di recente associati anche a malattie cardiovascolari. Il responsabile in questo caso è stato individuato nel PFOA (perfluoroctanoico), una sostanza contenuta ad esempio nelle confezioni per alimenti da cuocere in microonde.

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