Nuovi incentivi per le rinnovabili, li chiede Emma Marcegaglia

Nuovi incentivi per le rinnovabili, li chiede Emma Marcegaglia

Emma Marcegaglia chiede che siano rivisti gli incentivi al fotovoltaico. Il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera sembra intenzionato ad ascoltarla

Cambiano di nuovo gli incentivi alle energie rinnovabili? Probabilmente sì, soprattutto per quanto riguarda il fotovoltaico. L’impressione emerge leggendo le dichiarazioni del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, pronunciate ieri al convegno “La nuova sfida per il sistema elettrico: mercato, regolazione, sviluppo e reti” organizzato da Terna e Rie.

La Marcegaglia, partendo dal dato di fatto che il prezzo medio dell’energia elettrica in Italia è superiore a quello europeo di ben 29 euro a MWh, ha detto che bisogna “trovare un criterio razionale e coerente del livello di incentivazione” per le fonti rinnovabili:

La green economy è un volano di crescita e può creare nuove aziende e posti di lavoro. Lo sviluppo di questo settore tuttavia non può andare a discapito di altri settori industriali. Sono quindi necessari incentivi allineati con gli altri Paesi europei. Solo così si potranno garantire alle nuove tecnologie prospettive di crescita stabili nel medio e lungo periodo

La frase più importante di questo discorso è l’ultima: garantire la crescita delle nuove tecnologie nel settore delle rinnovabili. Se non fossimo in un periodo di repentini cambiamenti del sistema degli incentivi queste parole potrebbero anche cadere nel vuoto, ma oggi non è possibile.

È in atto, infatti, una vera e propria battaglia sotto traccia tra le associazioni dei produttori di energia rinnovabile e i produttori dei pannelli fotovoltaici. Cioè tra chi vende l’energia e chi realizza gli strumenti necessari a produrla. Una battaglia che si è rivelata al pubblico pochi mesi fa, quando si stava discutendo il Quarto Conto Energia, e che contrapponeva il GIFI (Gruppo imprese fotovoltaiche di Confindustria) a quasi tutte le altre associazioni.

Il risultato è stato che con il Quarto Conto Energia si sono abbassati gli incentivi nel complesso, circa il 25%, ma si è cercato di salvare le tecnologie innovative e i pannelli fotovoltaici “made in UE“. Con i relativi bonus sulla tariffa incentivante che, spesso, è andato a pagare pannelli fotovoltaici non esattamente europei tanto che recentemente il GSE ha emanato ulteriori chiarimenti per specificare chi può ricevere il “Bonus UE”, accogliendo le richieste avanzate proprio dal GIFI. Da non dimenticare, poi, il bonus per la sostituzione delle coperture in amianto.

Emma Marcegaglia, oltre ad essere presidente di Confindustria, è anche titolare di Marcegaglia Energy. Azienda che ha appena inaugurato uno stabilimento a Taranto, dove produce “pannelli made in UE” con “tecnologie innovative” e ottimi “per la sostituzione dell’amianto”.
Non per niente, a pochi giorni dall’inaugurazione dell’impianto produttivo di Taranto, al giornale di Confindustria “Il Sole 24 Ore” l’Amministratore delegato di Marcegaglia Energy, Antonio Marcegaglia fratello di Emma, ha dichiarato:

I prodotti che faremo a Taranto oltre ad avere un impatto visivo molto ridotto rispetto ai pannelli fotovoltaici di tipo tradizionale, sono riconosciuti come un elemento innovativo anche dal Conto Energia e si prestano bene per la ristrutturazione di tutte quelle aree dove oggi ci sono le coperture in amianto

Essendo in ambito privato non possiamo parlare certo di conflitto d’interessi. Ma è chiaro che l’ex ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, ha avuto un occhio di riguardo nei confronti di Confindustria, della sua presidente e del GIFI nello stilare le nuove tariffe incentivanti del Quarto Conto Energia.

Come si comporterà invece Corrado Passera? Arriverà anche il Quinto Conto? Al convegno di ieri il ministro per lo Sviluppo Economico non c’era, ma ha inviato un messaggio molto chiaro:

dovremo lavorare su una maggiore efficienza degli incentivi alle rinnovabili, su un maggior sfruttamento dell’efficienza energetica e sulla promozione di una maggiore concorrenzialità interna

Anche in questo caso è importante l’ultima frase: concorrenzialità interna. Cioè mettere in concorrenza sul mercato italiano i prodotti esteri, che magari costano di meno alle aziende e alle famiglie perché sono fatti in Cina o nel resto del sud est asiatico, con quelli “locali” che sono innovativi e migliori e che costano di più, anche se il prezzo si ripaga prima perché permettono di avere i bonus sulle tariffe incentivanti.

Tenetevi pronti, quindi, perché gli incentivi al fotovoltaico stanno per cambiare di nuovo: si profila all’orizzonte una maggiore differenza di incentivi tra l’energia prodotta da pannelli d’importazione e quelli “fatta in casa”. Da questo punto di vista il nuovo governo non è molto differente dal precedente come confermano anche le recenti dichiarazioni del neo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini.

, Il Sole 24 Ore

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