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Nucleare: Slovenia vuole costruire un altro reattore in zona sismica

Nucleare: Slovenia vuole costruire un altro reattore in zona sismica

Possibile costruzione di un secondo reattore presso la centrale nucleare di Krsko, in Slovenia: a preoccupare è il rischio sismico.

Torna di moda l’ipotesi di ingrandire la centrale nucleare di Krsko, in Slovenia. Il problema principale è però quello che l’impianto si troverebbe all’interno di un’area soggetta a rischio sismico e quindi poco rassicurante dal punto di vista della tenuta della struttura. Ad avanzare nuovamente il progetto è il Primo Ministro sloveno Marjan Šarec, che già la scorsa estate aveva aperto all’espansione del sito.

Se da un lato i tecnici della centrale nucleare di Krsko gettano acqua sul fuoco e affermano la totale sicurezza antisismica della struttura, con previsti lavoro di efficientamento sismico nei prossimi anni (entro il 2021). Nessuna opinione è stata espressa per ora dalla Slovenian Nuclear Safey Administration, che afferma di non essere stata ancora ufficialmente interpellata.

Tuttavia diverse sono le voci levate in senso contrario. Alcune perplessità riguardano nello specifico le stime prodotte dai tecnici della centrale nucleare di Krsko, soprattutto per quanto riguarda il reale rischio sismico dell’area.

Secondo il geologo austriaco Kurt Decker, Università di Vienna, quello di Krsko risulterebbe l’impianto nucleare con “la più alta sismicità e il più elevato grado di rischio sismico” d’Europa a causa della sua posizione, tra le placche adriatica e pannonica. Pericolosità sottostimata, prosegue l’esperto, in quanto non sarebbe stato tenuto conto delle nuove faglie attive (di cui una ad appena 1,5 km dalla struttura).

Opinione condivisa anche dal geologo italiano Livio Sirovich, secondo il quale è possibile il verificarsi di un sisma fino a magnitudo 7 entro un raggio di 20 km dalla centrale di Krsko. Rischi connessi anche all’accelerazione del suolo indotta dal sisma (o Pga, Peak ground acceleration), stimata a 0.3g ai tempi della costruzione dell’impianto e che dagli ultimi test potrebbe risultare fino a 0.8g. Ulteriori indicazioni da parte di esperti francesi confermerebbero le preoccupazioni espresse dai due geologi citati.

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