Nucleare: la Lombardia fa dietrofront

Nucleare: la Lombardia fa dietrofront

Il presidente della Regione Roberto Formigoni e il primo cittadino milanese Letizia Moratti hanno smentito con fermezza la dichiarazione di ieri del ministro Romani, che aveva lasciato intendere la disponibilità delle prime cariche lombarde a ospitare uno dei nuovi impianti nucleari previsti nei piani dell’attuale esecutivo. “No al nucleare in Lombardia!”, questo il grido congiunto […]

Il presidente della Regione Roberto Formigoni e il primo cittadino milanese Letizia Moratti hanno smentito con fermezza la dichiarazione di ieri del ministro Romani, che aveva lasciato intendere la disponibilità delle prime cariche lombarde a ospitare uno dei nuovi impianti nucleari previsti nei piani dell’attuale esecutivo.

“No al nucleare in Lombardia!”, questo il grido congiunto che arriva dal sindaco di Milano, in quanto il territorio regionale sarebbe già oggi autosufficiente dal punto di vista energetico e non abbisognerebbe di nuove installazioni di questo tipo.

A decidere, comunque, sarà l’Agenzia per la Sicurezza Nucleare. L’ente, oggi ancora non costituito ma le cui nomine sono attese a breve, valuterà in quali zone d’Italia sorgeranno i nuovi impianti. Nel frattempo, si è espresso sulla questione anche il primo ministro Silvio Berlusconi, dichiarando che “Ci sarà da ridere se dovremo decidere”. O da piangere, dipende come al solito dai punti di vista.

Tornando alla Lombardia, il territorio potrebbe essere comunque tra i candidati ad accogliere una nuova centrale, nonostante l’opposizione, tra gli altri, di Formigoni e Moratti. In suo favore (o sfavore, aggiungerebbero in molti) gioca sia l’ipotetica vicinanza del sito con il fiume Po che il basso fattore di rischio legato alla sismicità del terreno. Nel mirino, secondo i Verdi oggi in protesta davanti al centro ENEA di Casaccia, in primis le province di Mantova e Cremona.

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