• GreenStyle
  • Energia
  • Nucleare: bocciato lo stop agli impianti in Puglia, Basilicata e Campania

Nucleare: bocciato lo stop agli impianti in Puglia, Basilicata e Campania

Nucleare: bocciato lo stop agli impianti in Puglia, Basilicata e Campania

Lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le normative regionali di Puglia, Basilicata e Campania, con le quali era stato imposto il divieto alla costruzione dei nuovi impianti per la produzione di energia nucleare, allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi residui e alla fabbricazione di combustibile nei rispettivi territori. Le motivazioni che hanno […]

Lo scorso fine settimana la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime le normative regionali di Puglia, Basilicata e Campania, con le quali era stato imposto il divieto alla costruzione dei nuovi impianti per la produzione di energia nucleare, allo stoccaggio dei rifiuti radioattivi residui e alla fabbricazione di combustibile nei rispettivi territori.

Le motivazioni che hanno spinto i giudici a prendere la decisione verrà certificato dai documenti depositati nei prossimi giorni, ma sono già ben note le basi su cui poggia il veto imposto dalla Corte Costituzionale. In merito al deposito dei rifiuti, le tre regioni avrebbero invaso il terreno legislativo che spetta di diritto allo Stato nell’ambito della tutela dell’ambiente, così come dev’essere ancora una volta esclusivamente lo Stato a pronunciarsi sulla sicurezza dei luoghi da prendere in considerazione per la costruzione degli impianti.

Insomma, le regioni possono controbattere alle decisioni prese dall’alto impugnandole di fronte alla Consulta, ma non con normative prese in completa autonomia come è avvenuto in questo caso. Già nei mesi scorsi era successo qualcosa di simile, con la Corte Costituzionale che aveva bocciato i ricorsi di Toscana, Umbria, Liguria, Puglia, Basilicata, Lazio, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Molise contro l’ipotetica decisione di scegliere i rispettivi territori per far sorgere le nuove centrali.

I giudici dovranno comunque tornare presto sulla questione nucleare, per prendere in considerazione le 500.000 firme raccolte con un’iniziativa popolare promossa dal leader del partito Italia dei Valori Antonio Di Pietro, con l’obiettivo di indire un referendum che dia nuovamente (dopo quello del 1987) la parola ai cittadini su un tema tanto delicato e importante.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Dentifricio alla menta fatto in casa