Noemi con Greenpeace per difendere gli oranghi

Noemi con Greenpeace per difendere gli oranghi

Fonte immagine: Martiarg via Wikipedia

Noemi con Greenpeace per difendere gli oranghi, con il doppiaggio del video sull'olio di palma censurato dalle televisioni britanniche.

Greenpeace Italia ha deciso di pubblicare il video sulla produzione di olio di palma, censurato dalle televisioni britanniche perché ritenuto troppo politico. Un filmato, scelto dalla catena di supermercati locali Iceland come spot natalizio, bloccato nella sua trasmissione. Per il doppiaggio italiano del contenuto, un cartoon, l’associazione si è affidata alla cantante Noemi.

Lo spot racconta la storia di un piccolo orango, sfrattato dalla sua foresta per la coltivazione delle palme da olio, accompagnato da una piccola bambina. Contestualmente al filmato, Greenpeace ha voluto ricordare gli esiti di una sua recente indagine, che sottolineano come uno dei principali acquirenti di olio di palma al mondo sia la statunitense Mondelēz International. Così specifica Martina Borghi, Campagna Foreste di Greenpeace Italia, in un comunicato:

Nel 2010 Mondelēz ha promesso di ripulire la propria filiera dall’olio di palma prodotto a discapito delle foreste e dei diritti umani entro il 2020. A meno di 500 giorni dalla scadenza dell’accordo il problema è tutt’altro che risolto. L’olio di palma può essere prodotto senza deforestare, eppure le nostre indagini rivelano che i fornitori di Mondelēz continuano a distruggere preziose foreste che sono anche la casa di animali unici come l’orango.

La coltivazione non sostenibile dell’olio di palma sta mettendo in pericolo la sopravvivenza di numerose specie animali, tra cui tutte e tre le varietà di oranghi esistenti. Uno studio di Current Biology svela come gli oranghi del Borneo abbiano visto una perdita della metà della loro popolazione in 16 anni. Anche le specie di Sumatra e di Topanuli sono a rischio per la scomparsa dei loro habitat. Così prosegue l’associazione:

Ringraziamo Noemi per aver dato la sua voce a un cartoon che in pochi secondi dimostra come la mano dell’uomo sia capace di distruggere interi ecosistemi, causando l’estinzione di specie uniche e alimentando una crisi climatica globale.

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