Negazionisti climatici: ads su Facebook visti da milioni di utenti

Negazionisti climatici: ads su Facebook visti da milioni di utenti

Fonte immagine: Pexels

Negazionisti climatici, i post sponsorizzati su Facebook sono stati visti da milioni di persone: scatta la protesta contro il social network.

I post dei negazionisti climatici pubblicati su Facebook, e sponsorizzati tramite gli strumenti di advertising della piattaforma, sono stati visti da milioni di utenti. È quanto svela un nuovo report di InfluenceMap, nell’evidenziare il ruolo del social nel diffondere bufale sul cambiamento climatico.

Sarebbero almeno 8 milioni le persone negli Stati Uniti, e chissà quanti altri nel resto del mondo, che nel 2020 avrebbero visto un’inserzione sponsorizzata per negare i cambiamenti climatici. Questo nonostante le recenti dichiarazioni d’intento del social network.

Negazionisti climatici: la propaganda via ads

Stando ai dati raccolti da InfluenceMap, sono almeno 51 i post sponsorizzati che avrebbero fatto breccia negli utenti nel corso del 2020. La comunicazione a pagamento avrebbe raggiunto più di 8 milioni di utenti negli Stati Uniti, mentre non sono pienamente noti i dati nel resto del mondo.

Per il report, sono stati presi in considerazione tutti gli ads che contengono almeno un elemento esplicito di negazione dei cambiamenti climatici, come “il global warming non esiste” o “i combustibili fossili non sono dannosi”. Dai dati, è emerso come tutte le sponsorizzazioni siano altamente targetizzate e indirizzate verso la fascia adulta della popolazione, con gli uomini over 55 come target demografico medio.

Un’evidenza che lascia perplessi, così come svela il Guardian, nonostante le recenti rassicurazioni del social di Mark Zuckerberg:

Siamo impegnati a combattere la disinformazione climatica. Il cambiamento climatico è vero. La scienza non ha dubbi e la necessità d’azione diventa di giorno in giorno sempre più urgente.

La senatrice Elizabeth Warren ha espresso preoccupazione per gli esiti della ricerca:

Il devastante report di InfluenceMap svela come Facebook permetta ai negazionisti climatici di diffondere pericolose bufale a milioni di persone. Abbiamo ripetutamente chiesto a Facebook di chiudere le falle che permettono alla disinformazione di correre veloce sulla sua piattaforma, ma la sua leadership preferisce fare denaro mentre il nostro Pianeta brucia e le comunità soffrono.

Da dove arrivano i fondi?

Il Guardian ha analizzato il report di InfluenceMap per cercare di comprendere l’origine dei fondi per queste campagne. Su alcune di queste sono state infatti investite ingenti somme: una sponsorizzazione, ancora attiva lo scorso 1 ottobre, prevedeva un budget di ben 42.000 dollari per targetizzare uomini sopra ai 55 anni.

La testata ha rinvenuto molti collegamenti ai gruppi conservatori degli Stati Uniti, sebbene non vi sia un’evidenza di diretto finanziamento da parte dei Repubblicani. Nella maggior parte dei casi, si tratta di pagine di sostenitori repubblicani, gruppi di cittadini e organizzazioni autonome. Come esempio il Guardian riporta la sponsorizzazione di Turning Point USA, un gruppo autonomo di destra, in occasione dell’EarthDay:

I conservatori sono pro-scienza, quelli di sinistra pro-panico! Il cambiamento climatico è un INGANNO! #PensaPerTe #EarthDay

Fino allo scorso 1 ottobre è invece rimasta attiva la campagna di PragerU, altro gruppo conservatore:

I combustibili fossili non sono una minaccia esistenziale. Il Green New Deal è una minaccia esistenziale.

Fonte: Guardian

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