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Nascono troppe femmine di tartaruga: colpa dei cambiamenti climatici

Nascono troppe femmine di tartaruga: colpa dei cambiamenti climatici

Fonte immagine: Pixabay

Nascono troppe femmine di tartaruga, per un disequilibrio delle popolazioni marine: la colpa è dei cambiamenti climatici, ecco perché.

Nascono troppe femmine di tartaruga e la colpa è dei cambiamenti climatici. È questo il risultato di uno studio condotto dall’Università di Exeter sulle tartarughe di mare di Boa Vista, a Capo Verde, una delle località che ospita una delle più ricche popolazioni di questi splendidi esemplari. L’innalzamento delle temperatura influisce sullo sviluppo degli embrioni nelle uova, favorendo esemplari di sesso femminile e determinando disequilibri nella distribuzione di questa specie.

Gli esperti hanno monitorato diversi nidi di tartaruga di Boa Vista, dove si stima vengano a deporre le uova circa un sesto di tutte le Caretta Caretta del mondo. Di tutte le uova schiuse nei mesi della ricerca, ben l’84% ha dato vita a esemplari di sesso femminile. In base a questa percentuale, di conseguenza, gli esperti temono che entro il 2100 il 99% delle nuove tartarughe di Boa Vista sarà femmina, con ben tre isole – Fogo, Sau Nicolau e Santiago – al 100% prive di maschi.

Per quale motivo, tuttavia, i cambiamenti climatici influiscono sul sesso delle tartarughe? Perché la temperatura della sabbia, dove le uova vengono custodite, influisce sullo sviluppo dell’embrione. Secondo quanto riferito dalla NOAA, temperature pari o inferiori a 27 gradi aumentano la probabilità di ottenere esemplari maschi, mentre valori pari o superiori ai 30 gradi incentivano lo sviluppo di femmine. Con i processi di global warming in atto, la profondità delle sabbie – dove le Caretta Caretta sono solite deporre le uova – diventa sempre più calda, superando abbondantemente i trenta gradi. Fino a oggi, vi è sempre stato un disequilibrio fra gli esemplari di tartaruga, tuttavia il numero di maschi è sempre stato sufficiente per garantire la prosecuzione della specie. Una loro riduzione, tuttavia, potrebbe rendere particolarmente difficile un processo normale d’accoppiamento e di fecondazione.

Fonte: Fox

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