Muschio: tipologie e come coltivarlo

Muschio: tipologie e come coltivarlo

Fonte immagine: Pixabay

Il muschio è una pianta erbacea perenne, di piccolissime dimensioni: ecco le varietà più conosciute e i metodi per coltivarlo in orto oppure in semenzaio.

Quella del muschio è una famiglia di piante erbacee davvero unica nel suo genere. Caratterizzata da esemplari di piccolissime dimensioni, cresce in affollati agglomerati, fino a creare degli splendidi tappeti verdi sui più disparati tipi di superfici. Si stima che esistano ben 15.000 varietà diverse di muschio, molte delle quali protette. Ma quali sono le tipologie più note e, soprattutto, come coltivarle?

Così come già accennato, molte delle specie di muschio oggi esistenti sono protette: questo significa, in altre parole, l’impossibilità di raccogliere esemplari strappandoli dai loro habitat naturali. Tuttavia, è possibile coltivarne alcune varietà in giardino oppure a casa, in modo semplice e veloce. Di seguito, qualche consiglio.

Muschio: cosa è, tipologie

Muschio

Con il termine muschio si indica comunemente una nutrita schiera di piante erbacee, appartenenti perlopiù alle famiglie delle Bryidae, delle Sphagnidae e dell’Andraeidae. In linea generale, si tratta di piante erbacee perenni, di piccole dimensioni e capaci di crescere in agglomerati, formando un vero e proprio tappeto verde. Presentano una struttura cellulare molto semplice e si nutrono di acqua che riescono a ricavare dall’umidità sia del terreno che nell’aria. Sono inoltre molto efficaci nell’assorbire anidride carbonica e rilasciare ossigeno, grazie al processo della fotosintesi.

Il muschio si può adattare a una lunga serie di superfici, a seconda dell’umidità del luogo e di una sufficiente ombreggiatura. È ad esempio caratteristico del sottobosco, dove cresce a ridosso delle radici delle piante. Ma anche su rocce mediamente soleggiate, pareti in cemento, terriccio ricco di humus e molti altri luoghi ancora. Per ancorarsi al terreno, i muschi non fanno ricorso a delle vere e proprie radici, bensì a dei rizoidi: delle appendici lunghe e filamentose con cui si aggrappano alle superfici.

Si stima che esistano più di 15.000 specie di muschio in natura. Tra le più diffuse, si elencano cinque varietà:

  • Polytricum formosum: tipico dei boschi di castagno, forma delle piccole piantine dalla forma a stella, facilmente riconoscibili. È decisamente diffuso su gran parte del territorio dello Stivale;
  • Thuidium tamariscinum: altrettanto diffuso, vede foglie e ramoscelli generosi, di intenso colore verde e della consistenza morbida;
  • Hypnum cupressiforme: molto frequente su alberi, pietre e rocce, questo muschio è praticamente onnipresente in Italia. Tende a formare dei cuscinetti morbidi ed estesi ed è molto efficace nel trattenere l’acqua;
  • Calliergonella cuspidata: molto comune sui prati, si caratterizza per sfumature marroni e scure nei periodi più caldi dell’anno, quando l’accesso all’acqua è più ridotto;
  • Mnium hornum: tipico muschio che ama l’ombra, è praticamente onnipresente alla base degli alberi. È inoltre una delle varietà più frequentemente raccolte per i presepi.

Come coltivarlo

Muschio e fungo

Il muschio è impiegato per numerose attività umane, ben oltre alla predisposizione del classico presepe natalizio. È infatti scelto per completare composizioni floreali e vasi, come base per i bonsai, per abbellire acquari e terrari e anche per alcune necessità edilizie, come il miglioramento termico dei muri oppure la chiusura dei fori da parete.

Non sempre il muschio può essere liberamente raccolto e, di conseguenza, è necessario optare per varietà coltivate. Queste possono essere acquistare in vivaio o, con un po’ di pazienza, fatte crescere in un piccolo semenzaio. Sempre in vivaio si potranno infatti ottenere delle minuscole piantine da trapianto, per avviare la propria moltiplicazione domestica.

L’esposizione solare e la superficie d’approdo varia a seconda della tipologia prescelta, anche se la maggior parte delle varietà ama i luoghi umidi e non eccessivamente esposti al solo. Nella fase di primo attecchimento è però consigliato ricorrere a un terrario oppure a un piccolo semenzaio modificato: si possono usare anche dei sottovasi forati, purché altamente drenanti.

Il metodo più semplice, anche in vista di un trapianto, è quello di predisporre una superficie facilmente trasportabile. Sopra un terreno a medio impasto oppure argilloso si può quindi stendere una retina, ad esempio una vecchia zanzariera, oppure della iuta o della garza. In questo modo, si potrà sollevare facilmente il muschio quando lo si vorrà spostare. Si adagiano quindi le piantine acquistate e le si nebulizza con acqua, non eccessivamente ricca di minerali. Il muschio si moltiplicherà velocemente, tanto da ottenere un esteso tappeto verde in pochissime settimane.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle