Mozzarelle blu: più della metà dei latticini contaminati

Mozzarelle blu: più della metà dei latticini contaminati

L'indagine del PM Guariniello indica l'uso di acqua di pozzo e l'insufficienza dei controlli come la principali cause delle mozzarelle blu.

Il procuratore Raffaele Guariniello ha ricevuto i risultati dei 1027 controlli svolti in tutta Italia a seguito del caso delle mozzarelle blu e analizzati da esperti in chimica e microbiologia dell’Università di Torino. I dati sono sconcertanti: almeno il 67% dei campioni è risultato positivo alla presenza di microrganismi potenzialmente dannosi.

Il caso delle mozzarelle blu che a contatto con l’aria assumevano uno sgradevole colore azzurrognolo è scoppiato a giugno e ha avuto come conseguenza una serie di controlli a tappeto in tutta Italia allo scopo di determinare le cause e quantificare i potenziali rischi per la salute dei cittadini. Durante le ispezioni è emerso che il fenomeno è dovuto soprattutto all’utilizzo di acque di pozzo nei cicli di produzione, una pratica non proprio legale e vietata dal decreto legislativo 31 del 2001 che impone l’utilizzo di acqua di natura “alimentare” nella produzione delle mozzarelle.

Il rapporto trasmesso al ministero della Salute dal pm della procura torinese indica un altro aspetto allarmante: la situazione è resa ancora più critica dal fatto che le Asl non hanno la disponibilità economica, e soprattutto di personale, necessaria a svolgere i dovuti controlli in tutti i caseifici.

Per cercare di risolvere questa situazione, la procura torinese, in sinergia con il ministro alla Sanità Ferruccio Fazio, ha intrapreso una serie di azioni di monitoraggio tramite l’impiego della polizia giudiziaria del pool di Guariniello e dei carabinieri del NAS. Il ministro ha inoltre provveduto a inviare alle varie Regioni una lettera per sollecitare ulteriori e approfondite verifiche da parte delle Asl.

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