Morso di zecca: come comportarsi e cosa non fare

Morso di zecca: come comportarsi e cosa non fare

Fonte immagine: Tick via pixabay

Il morso di zecca può essere pericoloso: ecco quando può capitare, che cosa fare e come seguire una corretta prevenzione.

Può capitare in ogni stagione di essere morsi da una zecca, tuttavia questi parassiti sono maggiormente comuni dall’inizio della primavera alla fine dell’estate. Le zecche, aracnidi che si nutrono di sangue per sopravvivere, sono molto diffuse negli spazi verdi e aperti che si frequentano per trovare refrigerio dal caldo delle città: abbondano nei parchi, nei prati e nei boschi.

Secondo il Ministero della Salute italiano, le zecche sono più diffuse nelle seguenti regioni: Friuli Venezia Giulia, Liguria, Veneto, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige. Quelle del Sud sono le meno coinvolte. Studi recenti hanno dimostrato che la diffusione è tutt’altro che limitata alle aree selvatiche, ma coinvolge anche le pianure e le zone suburbane. Il progressivo cambiamento climatico ha probabilmente favorito la crescita di alcune specie.

Morso di zecca e rischi

Attraverso la puntura di zecca è possibile contrarre la malattia di Lyme: questo rischio dovrebbe suggerire a tutti la massima attenzione, soprattutto dopo un’escursione o un picnic al parco. La malattia di Lyme è molto nota per alcune possibili gravi conseguenze su nervi, articolazioni e cuore.

Prevenzione

Birch

Il principale sistema per difendersi dal morso delle zecche è adottare alcuni specifici accorgimenti. Vivono in aree erbose o boscose e persino sugli animali domestici: molte persone, infatti, vengono morse da questo parassita nel proprio cortile o quartiere.

Una delle più semplici attività di prevenzione consiste nel trattare vestiti e attrezzi con prodotti contenenti permetrina allo 0,5%. Il repellente può essere usato per trattare stivali, indumenti e attrezzatura da campeggio. Per quanto consentito dal tempo e dal caldo, è preferibile indossare abiti coprenti e indossare un cappellino. Ancora, è indicato evitare di sostare a lungo nelle zone boschive e camminare nel centro di sentieri. Al termine della giornata controllare vestiti e attrezzature e lavare tutti gli indumenti in acqua calda. L’acqua fredda e di media temperatura non uccide le zecche.

Il meticoloso controllo delle aree del corpo più esposte è, infine, l’attività più importante. Ecco le zone che vanno verificate con attenzione:

  • sotto le braccia;
  • dentro e attorno alle orecchie;
  • all’interno dell’ombelico;
  • dietro le ginocchia;
  • sul cuoio capelluto;
  • tra le gambe;
  • intorno alla vita.

La rimozione corretta

Le zecche devono essere rimosse con l’apposito strumento: una pinzetta a punta fine che si trova in vendita in farmacia. La pinzetta serve ad afferrare il parassita il più vicino possibile alla superficie della pelle. La rimozione deve essere effettuata tirando verso l’alto senza esercitare alcuna torsione o scuotimento: questi movimenti potrebbero causare la rottura delle parti della bocca dell’insetto e il loro permanere nella pelle. Dopo aver rimosso la zecca, pulire accuratamente la zona del morso e le mani con alcool o sapone e acqua.

Mancano indicazioni definitive sulla necessità di far analizzare o meno il parassita rimosso in merito alla possibilità di contaminazione.
Se nei giorni successivi dovessero manifestarsi sintomi come eruzione cutanea o febbre, serve consultare il medico.

Malattia di Lyme: trasmissione

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Il batterio della malattia di Lyme, Borrelia burgdorferi, si diffonde attraverso il morso delle zecche infette. La Ixodes ricinus è una delle specie più diffuse in Europa: chiamata anche “zecca dei boschi”, è il principale vettore di numerose patologie dell’uomo. Nella maggior parte dei casi la rimozione precoce è sufficiente a scongiurare il contagio, perché occorrono circa 36 ore prima che il batterio della malattia di Lyme possa essere trasmesso.

La maggior parte degli umani è inoltre attaccata da zecche immature chiamate ninfe, che si nutrono, appunto, durante i mesi primaverili ed estivi. Le zecche adulte, quelle che possono anche trasmettere batteri della malattia di Lyme, sono molto più grandi e hanno maggiori probabilità di essere scoperte e rimosse prima che abbiano avuto il tempo di trasmettere i batteri.

Sintomi e trattamento

Segni e sintomi precoci, che si possono manifestare da 3 a 30 giorni dopo la puntura di zecca, sono febbre, brividi, mal di testa, stanchezza, dolori muscolari, articolari e linfonodi ingrossati ed eruzione, che tende ad espandersi gradualmente.

Successivamente compaiono:

  • grave mal di testa e rigidità del collo;
  • ulteriore eritema in altre parti del corpo;
  • artrite con grave dolore alle articolazioni e gonfiore;
  • paralisi facciale;
  • dolore intermittente di tendini, muscoli, articolazioni e ossa;
  • palpitazioni cardiache ;
  • episodi di vertigini o mancanza di respiro;
  • infiammazione del cervello e del midollo spinale;
  • dolore nervoso;
  • dolori lancinanti, intorpidimento o formicolio alle mani o ai piedi;
  • problemi di memoria a breve termine.

Le persone trattate con antibiotici appropriati nelle prime fasi della malattia di Lyme di solito guariscono rapidamente e completamente. Gli antibiotici comunemente usati per il trattamento orale comprendono doxiciclina, amoxicillina o cefuroxima. Le persone con determinate forme neurologiche o cardiache di malattia possono richiedere un trattamento endovenoso, con antibiotici come ceftriaxone o penicillina.

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