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Morso di vipera: sintomi e consigli per il primo soccorso

Morso di vipera: sintomi e consigli per il primo soccorso

Fonte immagine: Pixabay

Durante le escursioni è possibile imbattersi in una vipera, il rettile è timoroso ma può mordere: ecco i sintomi e i consigli di primo soccorso.

Può capitare di subire il morso di una vipera, sebbene si tratti di un evento poco frequente, poiché questo rettile è solitamente molto schivo e timoroso. Tende infatti a rintanarsi o fuggire: attacca solo in casi estremi ovvero quando si sente fortemente minacciato. Inoltre, non sempre con il morso viene associato il rilascio del veleno e, ancora, non sempre risulta letale. La vipera ama rintanarsi tra sassi, siepi e arbusti o prendere il sole sulle rocce: per questo è sempre consigliabile effettuare le escursioni in completa sicurezza, percorrendo sentieri e stradine più note. Sempre indossando calze e scarpe da escursione, evitando di camminare nella vegetazione alta e battendo il terreno con un bastone o con i piedi, affinché le vibrazioni allontanino il serpente.

Sintomi

Durante un’escursione ci si può imbattere in un morso di vipera, un evento non così sovente, vista la riservatezza di questo animale. Per comprendere se si è stati morsi è indispensabile prestare attenzione al corpo, verificando velocemente alcuni sintomi: prima tra tutti la ferita, che si presenta sulla cute sotto forma di due piccoli fori – a volta solo uno – a distanza di un centimetro l’uno dall’altro. Queste due lacerazioni sono la testimonianza del morso del rettile, che può aver rilasciato il veleno: le ferite procurano dolore, bruciore con gonfiore, eritema quindi perdita di sangue. Dopo dieci minuti possono sopraggiungere crampi con intensità variabile, mentre dopo circa trenta minuti possono verificarsi altri sintomi quali calo della temperatura corporea e della pressione, mal di testa con vertigini, aumento del battito cardiaco, tachicardia, diarrea, vomito e difficoltà respiratorie.

Come intervenire

Vipera

Il primo passo da compiere è quello di attivare i soccorsi di zona o, se possibile, condurre velocemente la vittima del morso al pronto soccorso più vicino. Bisogna immobilizzare la parte ferita, eliminando anelli, bracciali, corde, lacci che potrebbero rimanere bloccati in caso di rigonfiamento. Mentre si tranquillizza il ferito, si lava con acqua la parte lesa e la si disinfetta con acqua ossigenata o permanganato di potassio, che permettono in parte la fuoriuscita del veleno. La ferita andrebbe fasciata con una discreta pressione, magari steccando l’area per rallentare la diffusione del veleno: una tecnica che comunque richiede una certa dimestichezza.

Cosa non si deve fare

Meglio evitare il fai da te, quindi l’utilizzo di alcol sulla ferita che potrebbe agevolare la diffusione del veleno, a differenza dell’acqua ossigenata molto più indicata. Meglio evitare di stringere la parte ferita con corde, lacci, quindi incidere e succhiare il sangue. Vietato somministrare alcolici e utilizzare il siero antiveleno se non si pratici: è un prodotto che andrebbe maneggiato solo da persone esperte, perché concentrato e quindi potenzialmente dannoso se non si conoscono i dosaggi corretti: si rischia lo shock anafilattico.

Prevenzione

Vipera

Meglio non improvvisarsi escursionisti se non si è adeguatamente preparati e protetti: è preferibile evitare le zone poco battute e movimenti poco attenti, come ad esempio scalare rocce e sassi in un’area potenzialmente frequentata da vipere. Per un trekking adeguato è bene armarsi di scarponi alti, calzettoni, pantaloni e bastone con cui battere il terreno per spaventare le vipere e i rettili: vietato muoversi in solitaria se non si è adeguatamente esperti e conoscitori del territorio.

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