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Moria di pesci in Emilia Romagna: colpa di scarso ossigeno e alte temperature

Moria di pesci in Emilia Romagna: colpa di scarso ossigeno e alte temperature

Fonte immagine: FernandoPodolski via iStock

Una moria di pesci lungo le coste Emiliano Romagnole è derivata dalla riduzione di ossigeno nelle acque e dall'aumento delle loro temperature.

Una moria di pesci sulle coste dell’Emilia Romagna ha allarmato, nel corso degli ultimi giorni, diversi bagnanti e residenti locali. Sebbene in un primo momento molti abbiano ipotizzato una possibile contaminazione delle acque con sostanze tossiche, tali da danneggiare la fauna marina, uno scenario diverso è stato confermato dalle analisi compiute sul posto. A quanto pare, si tratterebbe di un fenomeno abbastanza comune, dovuto alla momentanea riduzione dei livelli di ossigeno nell’acqua e all’aumento delle temperature tipico delle stagioni estive.

A darne notizia è l’agenzia di stampa ANSA, nell’illustrare i risultati delle analisi condotte da Daphne, la struttura oceanografica appartenente all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale dell’Emilia Romagna (ARPAE). La struttura ha analizzato alcuni campioni raccolti dalle spiagge, dopo che negli ultimi giorni si sono registrate morie di pesci lungo alcuni tratti della costa emiliano-romagnola.

Dalle indagini è emerso come siano principalmente due le cause della morte dei pesci. La prima riguarda la concentrazione dell’ossigeno nelle acque, essenziale per la sopravvivenza dei principali esemplari marini: il vento di Libeccio, spirato la scorsa settimana, ha favorito delle correnti marine tali da portare in superficie le acque meno ricche di ossigeno del fondo dei mari, causando ipossia per un numero importante di pesci. La seconda, seppur dall’impatto notevolmente minore, potrebbe essere dovuta all’aumento della temperature delle acque che si è registrata nel corso di questa estate – una delle più calde di sempre – responsabile anche della proliferazione di microalghe.

Così come riporta ANSA, l’Arpae ha però voluto specificare come il recente fenomeno sia tutt’altro che unico nel suo genere, quindi non deve destare eccessive preoccupazioni. Capita abbastanza di frequente, infatti, che variazioni temporanee delle condizioni del mare – come appunto la risalita in superficie di acque scarse di ossigeno o un aumento veloce della temperatura – possano determinare la morte di numerosi esemplari di pesci. Il fenomeno si ripete ciclicamente, anche con cadenza annuale, ma negli ultimi tempi si è assistito a un trend positivo con ridotte manifestazioni.

Fonte: ANSA

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