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Monti: sicurezza nucleare problema globale, non delle singole nazioni

Monti: sicurezza nucleare problema globale, non delle singole nazioni

Monti a Seul interviene sul nucleare civile: regole di sicurezza internazionali. Il premier auspica anche una soluzione del problema nordcoreano.

Il Governo Monti non vive certamente un momento facile. Ma se il fronte interno è infuocato dall’avvelenato dibattito attorno ai temi del lavoro e dell’articolo 18, l’esecutivo ha anche i suoi impegni internazionali da onorare. Così, il presidente Mario Monti è volato a Seul, in Corea del Sud, a partecipare a un importante dibattito sul nucleare. E proprio dal tavolo da cui Obama ha invitato la Russia a iniziare un piano congiunto di riduzione degli armamenti atomici delle due vecchie prime potenze militari mondiali, il capo del nostro esecutivo si è concentrato soprattutto sul tema del nucleare civile:

Il grave incidente di Fukushima, 25 anni dopo Chernobyl, ha risvegliato bruscamente l’attenzione internazionale sulla sicurezza, safety, delle centrali nucleari. Ancora una volta constatiamo che le conseguenze globali di un incidente nucleare non conoscono confini. Occorrerà continuare a lavorare perché la sovranità nazionale non costituisca un ostacolo all’adozione di regole comuni e standard internazionali più stringenti, allo scambio di informazioni, alla trasparenza, all’adozione di meccanismi di revisione internazionali obbligatori, e affinché sia riconosciuto il ruolo centrale dell’AIEA.

Insomma, la sicurezza in questo ambito non riguarda solo i Paesi che effettivamente ospitano le centrali, ma anche quelli circostanti; per questa ragione le regole di sicurezza devono essere “globali” e condivise. E molta attenzione, ricorda Monti, deve essere rivolta verso i traffici illegali di scorie e materiale radioattivo. e in questo senso, Monti rivendica l’operato del nostro Paese:

Si sta procedendo all’installazione, nei porti italiani selezionati, di portali per la scansione dei container e il rilevamento di materiale radioattivo.

La Corea, ovviamente, non è stata una nazione scelta a caso. Non lontanissima da Fukushima, si trova all’interno di una situazione militare da sempre caratterizzata da un forte rischio di uso armi nucleari. Proprio per questo motivo, il nostro premier ha voluto sottolineare l’impegno di Seul:

La Repubblica di Corea è un attore di primo piano sui temi globali e di governance mondiale. Ne sono testimonianza eloquente il recente Vertice dei G20 a Seul, il Summit odierno e l’impegno attivo per una riforma condivisa delle Nazioni Unite. [Ricordiamo] l’azione della Repubblica di Corea a sostegno del regime di non proliferazione e gli sforzi per la denuclearizzazione della penisola coreana [ed auspichiamo che i negoziati] possano riprendere rapidamente in vista di una soluzione alla questione nucleare nord coreana.

Ad ogni modo, ci sembra di poter dire che la particolarità della situazione Coreana non possa ridursi solo all’esistenza del pericolo Pyongyang (in fondo, quasi tutti gli attori della Regione, a partire dalla Russia e dalla Cina, sono forze nucleari). E questo, nonostante il fatto che lo stesso Obama abbia concentrato le proprie osservazioni critiche proprio contro il regime comunista nordcoreano.

Fonti: Agi.it

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