Monte Bianco, ghiacciaio Planpincieux: blocco frontale a rischio crollo

Monte Bianco, ghiacciaio Planpincieux: blocco frontale a rischio crollo

Ancora allerta sul Monte Bianco per il ghiacciaio Planpincieux, con il blocco frontale che si è isolato e ha quasi raddoppiato la sua velocità.

Sempre alta l’attenzione intorno al Planpincieux. Il ghiacciaio situato sul Monte Bianco sta scivolando a causa dei cambiamenti climatici verso il crinale sul lato di Courmayeur, con una novità: si è innescata la frantumazione della distesa di ghiaccio, il che ha portato alcune parti ad accelerare rispetto alle altre. Occhi puntati sulla parte frontale, che viaggia a una velocità molto più alta del resto del ghiacciaio.

Stando agli ultimi rilevamenti la velocità del blocco frontale del ghiacciaio Planpincieux sarebbe compresa tra i 60 e i 90 centimetri al giorno. Come ha riferito all’AGI Raffaele Rocco, responsabile Difesa suolo della Regione Valle d’Aosta:

Il ghiacciaio Planpincieux negli ultimi giorni si sta frantumando e mentre fino ad un paio di giorni fa il movimento era uniforme, ora la parte frontale, per un totale di circa 27mila metri cubi ha acquisito una velocità maggiore con una media di circa 60 centimetri al giorno. È probabile che questa parte frontale crolli. Già la notte scorsa si sono avute piccole cadute. Certo se il blocco riuscisse a cadere a pezzi sarebbe la cosa migliore, come abbiamo sempre detto, continuiamo a monitorare.

Gli eventi delle ultime ore non sembrano però preoccupare il glaciologo Fabrizio Troilo di Fondazione Montagna sicura, ente che insieme alla Regione autonoma Valle d’Aosta monitora i ghiacciai presenti sul versante italiano del Monte Bianco. Secondo Troilo l’accelerazione del blocco frontale non cambierà la situazione generale in quanto si tratta di una porzione ridotta rispetto al totale, tanto che dopo la caduta “si arresterà nel conoide immediatamente sotto il ghiacciaio”.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sui ghiacciai italiani hanno spinto il Ministro per gli Affari regionali e l’Autonomia Francesco Boccia ad auspicare per la Valle d’Aosta un ruolo di primo piano nel monitoraggio del riscaldamento globale:

Penso che abbia molto senso fare una riflessione con il Governo sulla necessità di far diventare la Valle d’Aosta un laboratorio sui cambiamenti climatici

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