Glifosato: da Bayer 10 miliardi di dollari per chiudere 95mila cause

Glifosato: da Bayer 10 miliardi di dollari per chiudere 95mila cause

Bayer patteggia 10,5 miliardi di dollari di risarcimento per chiudere 95mila azioni legali in corso contro Monsanto, confermate le anticipazioni del NYT.

Bayer pagherà oltre 10 miliardi di dollari per chiudere 95mila cause collegate a Monsanto. La compagnia ha acquisito l’azienda produttrice di pesticidi circa due anni fa. Da allora però si è trovata coinvolta in un numero crescente di azioni legali, collegate al sospetto di cancerogenicità degli erbicidi venduti. Nel mirino sono finiti soprattutto quelli che contengono glifosato.

Dei 10,5 miliardi di dollari patteggiati da Bayer per chiudere le azioni legali ancora in corso, circa 1,25 mld serviranno per eventuali cause future. Verrà finanziato anche una squadra di esperti indipendenti che approfondirà il tema sul rischio cancro legato all’uso di glifosato. Si tratterà di rispondere a domande chiave come il livello di esposizione al pesticida oltre il quale si produrranno danni alla salute o se la sostanza può effettivamente provocare tumori come il Linfoma non-Hodgkin.

Circa 25mila cause legali restano ancora in piedi, con i ricorrenti che non hanno accettato la proposta economica di Bayer. Malgrado ciò la compagnia trarrà beneficio dall’accordo in termini di reputazione presso gli investitori e di stabilità, limitando inoltre l’esposizione mediatica causata dai processi in atto.

Ad ogni modo resta in piedi a livello mondiale il dibattito sulla reale pericolosità del glifosato e dei prodotti che lo contengono. Pareri discordanti quelli forniti dall’EFSA, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, e la IARC, Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (che fa capo all’OMS).

Secondo l’EFSA non sarebbero al momento emerse indicazioni chiare che dimostrino la pericolosità del glifosato, che secondo l’Autorithy “non presenta potenziale genotossico” di per sé. Discorso differente riguarderebbe le formulazioni, che dovrebbero essere valutate singolarmente. Parla invece di “prove evidenti” e di “evidenze sufficienti” la IARC, riferendosi rispettivamente alla genotossicità e alla cancerogenicità per gli animali.

Fonte: New York Times

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