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Moda sostenibile: Google e Stella McCartney insieme per l’ambiente

Moda sostenibile: Google e Stella McCartney insieme per l’ambiente

Google Cloud e Stella McCartney insieme per promuovere la sostenibilità ambientale nel settore moda.

Google Cloud e Stella McCartney insieme per la sostenibilità ambientale nell’industria della moda. Un impatto che per quanto riguarda il settore “fashion” è segnalato come in crescita: secondo alcune stime è ritenuto responsabile del 10% delle emissioni di CO2 globali e del 20% delle acque reflue.

Tra i fattori che incidono di più secondo Nick Martin, Head of Retail Google Cloud, la produzione delle materie prime e una “supply chain molto frammentata e poco trasparente”. Malgrado diversi marchi si siano attivati per raccogliere maggiori dati al riguardo le lacune in termini di conoscenza del fenomeno risultano ancora evidenti secondo “Big G”.

Alla base della collaborazione con un marchio come quello di Stella McCartney, da tempo attento all’adozione i comportamenti sostenibili, l’idea che Google Cloud possa aiutare a gestire la raccolta e l’analisi dei dati. In particolare Cloud collaborerà a un progetto pilota introdotto da “Stella McCartney Cares Green”, una delle aree d’impegno della Stella McCartney Foundation.

La collaborazione tra Cloud e la stilista britannica potrebbe rappresentare, secondo McCartney, un momento di svolta nel settore della moda sostenibile:

Stiamo facendo del nostro meglio. Non siamo perfetti, ma stiamo avviando una conversazione che non si è mai verificata nella storia del fashion.

A livello tecnico si tratterà di iniziare creando uno strumento che combini “data analytics” e “machine learning” su Google Cloud, offrendo una visione delle filiera più completa e comprensiva di dettagli relativi alla produzione di materie prime. Come ha dichiarato Martin:

Inizieremo da cotone e viscosa, scelti per via della vasta scala di produzione, della disponibilità di dati e delle considerazioni in termini di impatto. Il cotone rappresenta il 25% di tutte le fibre utilizzate dall’industria della moda, con un notevole utilizzo di acqua e pesticidi. La produzione di viscosa è più contenuta, ma in crescita ed è direttamente collegata alla distruzione delle foreste – alcune delle quali a rischio estinzione e fondamentali nella riduzione delle emissioni di carbonio. Questo progetto pilota ci consentirà di testare l’efficacia del nostro strumento su queste materie prime, aprendo poi all’opportunità di estensione a una più ampia varietà di prodotti tessili presenti sul mercato.

È nostra intenzione includere le fonti di questi dati per consentire alle aziende di misurare meglio l’impatto delle loro materie prime, alla base di fattori ambientali chiave quali l’inquinamento atmosferico, le emissioni di gas serra, lo sfruttamento del suolo e la scarsità d’acqua. Il nostro obiettivo non è solo quello di essere in grado di misurare le conseguenze provocate dalla produzione di queste materie prime, ma anche di mettere a confronto l’impatto nelle diverse aree geografiche in cui avviene la produzione.

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