Mobilità: ride sharing e car pooling, successo dipende dalla città

Mobilità: ride sharing e car pooling, successo dipende dalla città

Fonte immagine: Shutterstock

Uno studio sulla mobilità ha preso in esame il potenziale di condivisione viaggi di 30 città nel mondo: la migliore in Italia è risultata essere Milano.

Servizi e piattaforme come quelli legati a ride sharing e car pooling stanno contribuendo a mutare per sempre il concetto di mobilità, soprattutto in ambito urbano. È una metamorfosi che provoca inevitabilmente frizioni, tensioni e mette in discussione paradigmi consolidati: una dimostrazione su tutte è la strenua opposizione dei tassisti all’avvento dell’offerta di imprese come Uber, che interessa anche le nostre città.

Proprio le città sono state prese in esame in una ricerca condotta in partnership dall’Iit-Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche) con la Cornell University e Uber, intitolata “Scaling Law of Urban Ride Sharing”. Ci si è basati su un enorme database di dati aggregati (oltre 200 milioni di viaggi effettuati a New York, Singapore, San Francisco e Vienna) riguardanti gli spostamenti nei centri abitati, per valutare come diverse location distribuite in tutto il mondo siano pronte ad accogliere questo tipo di evoluzione.

I risultati sono stati pubblicati sul numero di marzo della rivista Nature Scientific Reports. Così Paolo Santi, ricercatore presso Iit-Cnr e MIT Senseable City Lab:

Per quantificare il rapporto tra domanda di mobilità urbana e il numero di corse condivisibili, è stata utilizzata una metodologia basata sulla scienza delle reti. Il nostro gruppo di ricerca ha inoltre sviluppato un modello che caratterizza la “legge del ride sharing” con tre semplici parametri: l’area urbana, la densità delle richieste di viaggio e la velocità media del traffico. È stato possibile ottenere una stima molto accurata del numero di viaggi che può essere condiviso in una data città.

Si è scoperto, ad esempio, che Milano offre un potenziale di condivisione dei viaggi pari a circa il 50%, cinque volte in più rispetto a Roma. Una differenza spiegata soprattutto con la diversa velocità del traffico nei due centri. New York è risultata essere la più condivisibile (62%), mentre Berlino e Londra chiudono la classifica con una percentuale che si attesta intono al 10-15%.

L’avvento della guida autonoma, ormai alle porte, costituirà un altro elemento importante in un’ottica di evoluzione della mobilità andando a creare nuovi sistemi e modelli che sempre più assottiglieranno il divario che ancora oggi separa trasporto pubblico e privato: si passerà progressivamente da un concetto di “ownership” dei veicoli a uno si “usership”. In altre parole, si aprirà l’era del “Mobility as a Service”.

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