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Mobilità sostenibile, Legambiente: città più elettriche e multimodali

Mobilità sostenibile, Legambiente: città più elettriche e multimodali

Mobilità sostenibile sempre più elettrica e multimodale secondo l'ultimo rapporto di Legambiente, Milano la città più virtuosa.

La nuova mobilità sostenibile delle città è elettrica, multimodale, connessa e condivisa. Queste sono le indicazioni che vengono dal rapporto sulla mobilità a emissioni zero diffuso da Legambiente e realizzato dall’associazione in collaborazione con MotusE. A crescere nei 104 capoluoghi di Provincia analizzati sia il numero di spostamenti “zero emission” (piedi, bici ed elettrico) che il numero delle colonnine di ricarica per auto e due ruote. Il report è stato presentato durante il convegno “Mobilità elettrica nei Comuni italiani” a ExpoMove, la fiera sulla mobilità elettrica e sostenibile in svolgimento presso la Fortezza da Basso (Firenze).

Diversi gli indicatori presi in esame per valutare la mobilità sostenibile e zero emissioni delle città italiane. Tra quelli analizzati fattori quali: disponibilità di mezzi elettrici, inquinamento, tasso di motorizzazione, modal share, presenza di piste ciclabili. Grazie ai dati raccolti è stata realizzata, spiega Legambiente, una “prima mappatura sull’offerta di mobilità a zero emissioni su tutto il territorio nazionale”.

Spostamenti zero emission nelle maggiori città

È ad esempio in calo il tasso di motorizzazione in quasi tutte le città italiane. A Milano si registra invece la maggiore percentuale di spostamenti a zero emissioni (52%), frutto anche dell’introduzione di misure quali l’Area C e la recente Area B. Più indietro le altre grandi città, dove la mobilità “cattiva” rappresenta ancora la maggioranza: Napoli (50% spostamenti zero emission), Torino (40%), Bologna e Genova (39%). Molto più indietro Roma (20%) e Firenze (17%). Come sottolineato da Edoardo Zanchini, vicepresidente nazionale di Legambiente:

La sfida del clima è la più urgente, globale e difficile che abbiamo davanti per salvare il Pianeta, ma rappresenta anche un’occasione unica per costruire concretamente una mobilità a emissioni zero, attraverso politiche capaci di riuscire a far crescere gli spostamenti in bici, a piedi, il trasporto pubblico e la mobilità elettrica. Dobbiamo convincerci del fatto che uscire dall’inquinamento che contraddistingue i nostri centri urbani è possibile e al contempo possiamo riappropriarci di piazze e strade, rendendo più vivibili e sicure le nostre città.

Le storie e i numeri che raccontiamo nel nostro rapporto ci dicono che sono tanti i segnali positivi, con una disponibilità crescente dei cittadini a spostarsi con mezzi non inquinanti. Per dare il via a questa rivoluzione, però, servono scelte coraggiose e di sistema, politiche nazionale che fino ad oggi sono mancate perché non si può lasciare tutto alla buona volontà dei sindaci. Occorre dirottare le risorse economiche, destinate ieri come oggi a strade e autostrade, verso gli investimenti per le aree urbane, per rilanciare la ‘cura del ferro’ del trasporto pubblico e potenziare il trasporto ferroviario per offrire un’alternativa ai pendolari.

Colonnine di ricarica

La rivoluzione della mobilità elettrica passa per “la crescita esponenziale delle infrastrutture dedicate alla ricarica”. Questo il punto indicato da Legambiente nel rapporto, tracciato in base all’elaborazione dei dati EvWay (gennaio 2019), nel quale si ricorda come le colonnine di ricarica siano passate da 2.368 a 5.507 (omologate per auto e ricariche veloci >11 kW).

Si conferma però il divario tra Nord e Sud anche dal punto di vista delle infrastrutture per la ricarica dei mezzi elettrici, con la Lombardia in prima fila con 1.134 prese (519 l’anno precedente, più che raddoppiate) mentre chiudono agli ultimi posti Basilicata (27 prese per auto, 7 per bici e moto) e Molise (8 e 5).

L’invito a non guardare ai dati presentati come a una classifica arriva però da Andrea Poggio, responsabile Mobilità Sostenibile di Legambiente e curatore del rapporto, che sottolinea l’importanza di un ricorso alla multimodalità a ridotto impatto ambientale:

Lo studio presentato oggi non va letto come una classifica, piuttosto come l’inizio di una nuova rivoluzione nella mobilità urbana. Le novità sono almeno tre: nelle città ci si muove sempre di più, più ci si muove meno si usa l’auto di proprietà e, infine, ci si muove sempre più smart, connessi e multimodali. Si usano modalità e mezzi diversi anche per compiere lo stesso viaggio.

La mobilità a zero emissioni, se demandata alla sola mobilità privata, con i pochi modelli proposti di auto e moto elettriche, tutti ancora piuttosto cari o poco competitivi, non ha i numeri oggi neppure per farsi vedere. La vera differenza la fa ovviamente ancora il mezzo pubblico, ma sarebbe un errore se si considerasse sufficiente. Il mezzo pubblico elettrico fa la differenza soprattutto se in città si va in bicicletta e ci sono servizi di sharing mobility. Insieme sono vincenti. Insieme sono in grado di ricondurre alla minoranza gli spostamenti con il motore a combustione privato.

Fonte: Legambiente

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