Minieolico ad asse orizzontale o verticale

Minieolico ad asse orizzontale o verticale

Quello che prenderemo in esame ora è il passo immediatamente successivo alla cosiddetta “verifica di fattibilità“. Arrivati a questo punto si è proceduto alle verifiche del caso, riscontrando parere positivo rispetto all’intensità ventosa minima richiesta. La scelta che viene presa in esame ora è tutto fuorché formale o estetica: qual è il modello più adatto […]

Quello che prenderemo in esame ora è il passo immediatamente successivo alla cosiddetta “verifica di fattibilità“. Arrivati a questo punto si è proceduto alle verifiche del caso, riscontrando parere positivo rispetto all’intensità ventosa minima richiesta.

La scelta che viene presa in esame ora è tutto fuorché formale o estetica: qual è il modello più adatto alle proprie esigenze, a asse orizzontale o verticale? Vediamo nel dettaglio le specificità di funzionamento e l’adattabilità alle diverse condizioni meteo, importanti specialmente in luoghi in cui le correnti subiscono ripetuti e improvvisi mutamenti direzionali.

Minieolico ad asse orizzontale: caratteristiche

L’impianto minieolico a asse orizzontale è il più riconoscibile, anche dai meno esperti. Piuttosto simile nella forma a un comune ventilatore domestico, è composto da un aerogeneratore, pale di dimensioni massime intorno ai 3 metri, un timone posteriore per gestire i mutamenti direzionali delle correnti e un’altezza dal suolo inferiore ai 20 metri, ma superiore solitamente ai 6.

Impianto minieolico ad asse verticale
Il “cut-in” in questo caso è di almeno 4m/s, mentre il massimo di intensità ventosa sopportabile è compresa tra i 20 e i 25 m/s. La potenza massima che può esprimere un simile impianto per essere considerato minieolico è di 200 kW mentre non è fissata una vera e propria soglia minima per differenziarlo dal microeolico.

Il peso è compreso tra i 15 e i 30 kg, mentre la rumorosità è contenuta sia nei modelli la cui potenza è inferiore agli 1,5 kW (pari a quella generata dal vento stesso) che in quelli maggiori. Importante tallone d’achille di questa “variante” di minielico è rappresentata dal comportamento non ottimale in caso di turbolenze atmosferiche o frequenti e repentini cambi di direzionalità delle correnti.

Minieolico ad asse verticale: pro e contro

La soluzione dell’aerogeneratore a asse verticale può rappresentare quella ottimale in casi come quelli appena citati, ma non solo. Anche l’eventuale esigenza di installare un impianto di altezza inferiore dal suolo può essere affrontata con questo secondo tipo di modello. Lo stesso “cut-in” del motore è inferiore rispetto all’asse orizzontale: per il suo avviamento sono sufficienti appena 2m/s di intensità ventosa.

Impianto di base anche in questo caso rappresentato dall’aerogeneratore e dal supporto verticale, ma assenza di pale e timone (sostituiti con strutture alternative). Punto di forza senza dubbio la capacità di gestione delle correnti ventose, che non hanno limiti di intensità segnalati e registrano un utilizzo ottimale anche in caso di turbolenze. L’altezza da terra può essere anche di soli 3 metri senza che ne venga compromessa la redditività.

Punto debole è il peso, che risulta scoraggiante soprattutto per chi avesse individuato nel tetto o nel balcone di caso il luogo designato: rispetto al modello ad asse orizzontale risulta fino a dieci volte superiore.

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