Migliaia di mascherine sulle spiagge di Hong Kong

Migliaia di mascherine sulle spiagge di Hong Kong

Fonte immagine: Tataks via iStock

Migliaia di mascherine compaiono sulle spiagge di Hong Kong: è quanto denuncia un'organizzazione di tutela degli oceani, a rischio gli animali.

Migliaia di mascherine sono apparse sulle spiagge di Hong Kong, spinte a riva dalle correnti. È quando conferma l’organizzazione OceansAsia all’AFP, nel denunciare quello che potrebbe diventare un vero e proprio dramma per la vita marina. I dispositivi di protezione potrebbero essere infatti ingeriti da animali marini, come le tartarughe, causandone anche la morte.

L’organizzazione non governativa ha voluto avviare un’indagine per verificare come la pandemia da coronavirus abbia contribuito all’inquinamento di Hong Kong. Conducendo dei controlli a campione sia nelle zone urbane che in quelle più remote e incontaminate, sono stati rilevati cinque contaminanti principali: bottiglie di plastica, confezioni in polistirolo, accendini, posate usa e getta e cannucce. Tutti materiali già ampiamente diffusi prima del COVID-19, ma la pandemia è responsabile dell’apparizione di un sesto rifiuto: le mascherine.

Mascherine: a rischio gli animali

In un recente evento di pulizia delle spiagge, i volontari della ONG hanno trovato una media di 70 mascherine ogni 100 metri quadrati. Nonostante la rimozione dalla spiaggia, una settimana dopo si contavano già 30 altri DPI nello stesso luogo. L’origine è incerta: alcune mascherine sarebbero state abbandonate sul posto da bagnanti, ma la maggior parte arriva dall’oceano, trascinata dalle correnti. Non si può escludere, quindi, siano state gettate in acqua a centinaia di chilometri di distanza.

Così ha spiegato Gary Stokes, cofondatore di Oceans Asia:

Da quando le persone hanno iniziato a indossare mascherine, vediamo gli effetti sulle spiagge. […] È ormai questione di tempo prima di rinvenire una focena o un delfino con delle mascherine nello stomaco. Ovviamente, si tratta di altri rifiuti che invadono l’ambiente marino e gli animali potrebbero scambiarli per cibo.

L’organizzazione richiede una maggiore sensibilizzazione al corretto smaltimento dei DPI, poiché i loro effetti sull’ambiente possono essere devastanti.

Fonte: Phys.org

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Coronavirus: 5 consigli per evitare il contagio