Microplastiche, Parlamento europeo: vietate entro il 2020

Microplastiche, Parlamento europeo: vietate entro il 2020

Fonte immagine: bilyjan

L'europarlamento vota a favore di una nuova strategia volta a vietare le microplastiche in alcuni prodotti e a incentivare il riciclo della plastica.

L’Unione europea vuole che tutti gli imballaggi di plastica siano riciclabili entro il 2020, e vuole imporre un divieto all’utilizzo delle microplastiche in alcuni prodotti e quello a una serie di materiali plastici monouso. Della nuova strategia per raggiungere tali obiettivi se n’è discusso in Europarlamento in seguito alla necessità di tutelare l’ambiente.

Le materie plastiche economiche e durevoli sono ampiamente utilizzate, ma la loro crescente popolarità è stata accompagnata da una incredibile quantità di rifiuti di plastica che colpiscono l’ambiente e la salute delle persone. Basta considerare che ogni anno nell’UE vengono generate circa 26 milioni di tonnellate di questi rifiuti e che meno del 30% viene riciclato, mentre parte della restante percentuale viene esportata in Paesi al di fuori dell’Unione europea per il trattamento. Il resto va nelle discariche, viene incenerito o finisce nella natura, ad esempio sulle spiagge, nelle foreste, nei fiumi e nei mari, inquinando l’ambiente.

Nel tentativo di contrastare l’inquinamento plastico la Commissione europea ha proposto una strategia sulle materie plastiche con l’obiettivo di garantire che entro il 2020 ogni confezione di plastica possa essere riutilizzata o riciclata, oltre a ridurre il consumo di materie plastiche monouso e vietare l’uso di microplastica nei cosmetici e nei prodotti per la pulizia, insieme allo stop totale alle plastiche oxo-degradabili che si frammentano con luce e caldo.

In Parlamento sono stati 597 i voti favorevoli alla proposta, 15 i contrari e 25 si sono invece astenuti. C’è anche stato un invito agli Stati membri dell’UE a considerare la possibilità di ridurre l’IVA sui prodotti contenenti materiali riciclati, in modo tale da favorirli per l’impiego. Infine vi è anche l’ipotesi di incentivare i pescatori che raccolgono i rifiuti plastici dai mari per riportarli in porto e aiutare così a ripulire le acque.

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