Microplastiche nel Tirreno, a Capraia i livelli più elevati

Microplastiche nel Tirreno, a Capraia i livelli più elevati

Fonte immagine: Greenpeace

Al via la spedizione Difendiamo il Mare di Greenpeace, durante la quale presenterà i dati sulle microplastiche nel Tirreno.

Concentrazioni elevate e picchi di microplastiche nel Tirreno. Questo il bilancio di una ricerca condotta da Greenpeace in collaborazione con l’Istituto per lo studio degli impatti antropici e sostenibilità in ambiente marino del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR-IAS) di Genova e l’Università Politecnica delle Marche. I rilevamenti sono stati effettuati nella primavera 2019 durante il tour “MAY DAY SOS Plastica”.

Greenpeace diffonderà i dati completi sulla presenza di microplastiche nel Tirreno durante la spedizione “Difendiamo il Mare“, che prende il via oggi da Grossetto. Partenza da Porto Santo Stefano. A collaborare con l’associazione saranno i ricercatori del CNR-IAS di Genova e quelli dell’Università Politecnica delle Marche.

Day Tour Greenpeace 2020
Fonte: Greenpeace

Secondo l’associazione livelli elevati di plastica non soltanto vicino a forti impattate come il porto di Olbia o la foce del Tevere (oltre 250mila particelle per km quadrato), ma anche in luoghi lontani da fonti di inquinamento come l’isola di Capraia (300mila particelle per km quadrato). Francesca Garaventa, referente per CNR-IAS della ricerca:

I risultati indicano che i frammenti si accumulano anche in zone teoricamente lontane da sorgenti di inquinamento. Indagini preliminari a differenti profondità nella colonna d’acqua confermano che sono necessarie ulteriori ricerche per comprendere appieno il comportamento delle microplastiche in mare che proveremo a realizzare già nella spedizione di quest’anno.

Giuseppe Ungherese, responsabile campagna inquinamento di Greenpeace:

I dati raccolti confermano ancora una volta che il nostro mare è malato a causa dell’inquinamento da plastica. La pandemia che viviamo ci insegna che non c’è più tempo da perdere: dobbiamo vincere la battaglia della plastica monouso e quella invisibile della microplastica. È inaccettabile che ancora oggi siano presenti sul mercato prodotti di uso comune con microplastiche aggiunte, il cui destino è contaminare il mare. L’uso di microplastiche aggiunte intenzionalmente deve essere vietato al più presto.

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