Microplastica in tutti gli alimenti ittici

Microplastica in tutti gli alimenti ittici

Fonte immagine: Pixabay

Tutti gli alimenti di origine ittica, comprese sardine e gamberi, sono contaminati da microplastica: è quanto rivela uno studio nel Queensland.

La microplastica ha contaminato praticamente tutti gli alimenti di origine ittica. È quanto rivela un nuovo studio condotto dall’Università del Queensland, in Australia, nell’analizzare le specie marine maggiormente diffuse. Tutte presentano vari livelli di contaminazione da plastica, dei frammenti di rifiuti che poi giungono sulle tavole dei consumatori alterando l’intera catena alimentare.

Tutti i principali cibi di origine marina sono oggi purtroppo colpiti dal problema della plastica. Le analisi a campione condotte dai ricercatori australiani hanno infatti confermato la contaminazione di gamberi, ostriche, granchi, sardine e molte altre varietà di crostacei e pesci. I materiali rinvenuti con più frequenza sono il polivinilcloruro (PVC) e il polietilene, così come spiega l’autrice della ricerca Francisca Ribeiro:

Abbiamo trovato il polivinilcloruro – un polimero plastico altamente diffuso – in tutti i campioni che abbiamo testato. Ma la plastica più diffusa oggi, ovvero il polietilene, ha rappresentato la concentrazione più frequente che abbiamo rilevato.

Tipologie di microplastica

La tipologia di microplastica analizzata varia però a seconda della specie, forse poiché dipende dalle abitudini alimentari dei singoli animali e dai loro habitat tipici di vita:

Dalle specie commestibili che abbiamo analizzato, le sardine sono risultate quelle dalla contaminazione maggiore, un risultato che ci ha sorpreso. Un altro interessante aspetto è stato quello della diversità dei tipi di microplastica rinvenuti fra le specie: il polietilene è predominante nei pesci e il PVC nei crostacei, è infatti l’unico tipo di plastica rinvenuto nelle ostriche.

Anche le quantità cambiano a seconda della specie. Nei calamari sono stati rinvenuti 0.04 milligrammi, 0.07 nei gamberi, 0.1 nelle ostriche, 0.3 nei granchi e ben 2.9 milligrammi nelle sardine.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Environmental Science & Technology, mira a definire quali siano i quantitativi di plastica dannosi per la salute umana, considerando come questi animali entrino frequentemente nella catena alimentare dell’uomo. Purtroppo, a oggi non esiste un metodo efficace per la rimozione delle microplastiche da oceani e mari, date le loro ridottissime dimensioni.

Fonte: University of Queensland

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