Megattere: avvistamento record in Tasmania

Megattere: avvistamento record in Tasmania

Fonte immagine: Pixabay

Megattere record al largo della Tasmania, avvistati centinaia di esemplari: la popolazione non appariva così estesa sin dagli anni '60.

Crescita record delle megattere in Tasmania, con avvistamenti a cui non si assisteva dagli anni ’60. È questa la positiva notizia che proviene dal continente australiano, dove negli ultimi giorni è stata rilevata la presenza di numerosi branchi di grandi cetacei. Un ritorno inatteso, forse dovuto anche alle ridotte attività umane data la pandemia da coronavirus in corso.

A confermare i molteplici avvistamenti sono sia i ricercatori che i tour operator: sarebbero centinaia le megattere avvistate in pochissimi giorni.

Megattere: il ritorno in Tasmania

Le acque al largo della Tasmania hanno sempre rappresentato un habitat ideale per le megattere, soprattutto nel periodo delle grandi migrazioni annuali. Negli ultimi decenni gli avvistamenti sono però sempre apparsi esigui, con poche decine di esemplari confermati ogni singolo anno. Qualcosa nel 2020 è invece cambiato: in poco più di una settimana è stata registrata la presenza di centinaia di cetacei, un’abbondanza che non si registrava dagli anni ’60.

I social network sono stati sommersi di immagini e video relativi agli avvistamenti, molti dei quali avvenuti durante gite in barca. E sono gli stessi tour operator a testimoniale l’insolita presenza, con un numero di esemplari decisamente superiore agli anni precedenti. Così ha spiegato Robert Pennicott, un operatore locale:

Stiamo assistendo a un anno assolutamente incredibile. Non ho mai visto così tante megattere tutte insieme.

Secondo gli esperti, le megattere starebbero compiendo la loro annuale migrazione verso su, in compagnia dei loro cuccioli. Di norma, questi spostamenti avvengono in “mega-branchi” di femmine, le quali concorrono in sincrono alla protezione di ogni piccolo nato negli ultimi anni.

Il loro avvicinamento alle coste della Tasmania potrebbe anche essere relativo a un’abbondanza di krill e di pesce, di cui queste megattere si nutrono. Data la pandemia da coronavirus, il mercato ittico ha visto negli ultimi mesi una riduzione, con un relativo calo dell’attività di pesca. Le balene potrebbero quindi essere state attratte da un’insolita ricchezza di prede.

Il biologo Kris Carlyon, del Parks and Wildlife Services australiani, ha confermato l’insolita presenza:

Non è mai successo prima. La popolazione è cresciuta nel corso degli ultimi decenni. Quello a cui stiamo assistendo è probabilmente una popolazione che ha raggiunto la sua massima abbondanza.

Fonte: ABC

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