Mediterraneo: il 78% degli stock ittici è sovrasfruttato

Mediterraneo: il 78% degli stock ittici è sovrasfruttato

Pesca sostenibile e aree marine protette connesse le soluzioni al sovrasfruttamento degli stock ittici del Mediterraneo secondo i dati Safenet.

Gli stock ittici del Mediterraneo sono in grave pericolo. A sostenerlo le stime fornite dal progetto Safenet (Sustainable Fisheries in Mediterranean EU waters through networks of MPAs), finanziato dalla Commissione europea e che vede la collaborazione tra gli altri anche del WWF. I maggiori rischi per la fauna marina del Mare Nostrum derivano dal sovrasfruttamento, che interessa il 78% degli stock.

La soluzione al sovrasfruttamento è quella di puntare a pratiche di pesca sostenibile e sulla creazione di aree marine protette “connesse”. Come riportato nelle proiezioni elaborate all’interno del progetto Safenet:

Reti di tante aree a protezione integrale, che siano ecologicamente connesse – ovvero collegate tramite dispersione larvale – possono ospitare una biomassa di pesce comparabile a quella all’interno di grandi aree completamente protette, e dopo una media di 10 anni possono offrire benefici di pesca molto maggiori. In particolare, è stato stimato che le specie di alto valore commerciale (saraghi e cernie) aumentino di sei volte la biomassa nelle aree protette collegate da dispersione larvale rispetto alle aree non protette.

Ha dichiarato Giulia Prato, Marine Officer del WWF Italia:

Il 2020 è un anno chiave per fermare e invertire la rotta che sta portando al degrado della biodiversità. Il valore del progetto Safenet sta nell’aver identificato possibili soluzioni attraverso delle simulazioni di diversi scenari di gestione della pesca. Misure di riduzione dello sforzo di pesca e protezione dello spazio marino sono i pilastri fondamentali di questo percorso che va intrapreso immediatamente. Le analisi suggeriscono che le soluzioni per portare benefici all’ambiente e ai pescatori ci sono e che sono almeno 6 i passi necessari per ottenere effetti positivi su alcuni stock ittici oggetto sia della pesca a strascico che della piccola pesca ma anche sulla salute degli ecosistemi marini.

Di seguito sintetizzati i 6 proposte indicate da WWF Italia per salvaguardare gli stock ittici del Mediterraneo:

  • Istituire reti di AMP ecologicamente connesse per ottimizzare i benefici della pesca e degli ecosistemi;
  • Aumentare le dimensioni delle aree a protezione integrale nelle AMP per ottimizzare le catture;
  • Perseguire gli obiettivi di rendimento massimo sostenibile (MSY) per ripristinare le specie costiere;
  • Istituire aree di protezione integrale nelle zone di crescita e riproduzione del nasello per garantire catture a lungo termine;
  • Gestire la pesca ricreativa per proteggere le specie vulnerabili;
  • Coinvolgere gli stakeholder nella cogestione per ottenere una pesca sostenibile e migliorare l’efficacia delle AMP.

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