Mascherine lavabili: quali caratteristiche devono avere

Mascherine lavabili: quali caratteristiche devono avere

Fonte immagine: SetsukoN via iStock

Sempre più persone stanno scegliendo le mascherine lavabili: ecco quali caratteristiche devono avere e la loro efficacia.

La diffusione del nuovo coronavirus testimonia ogni giorno l’importanza delle mascherine. Questi indispensabili presidi di protezione possono infatti sensibilmente ridurre il rischio di contagio, evitando che i droplet – ovvero le goccioline di saliva ricche di virus – raggiungano l’ingresso delle prime vie respiratorie, come naso e bocca. Purtroppo, reperire soluzioni monouso sul mercato non è ancora semplice, data la scarsità delle scorte: per questo molti si sono convertiti alle mascherine lavabili. Ma quali caratteristiche devono avere?

Sul fronte delle mascherine lavabili si possono identificare due grandi gruppi: quelle autoprodotte e le alternative invece d’acquisto. Ecco qualche consiglio utile per la scelta.

Mascherine lavabili autoprodotte: le caratteristiche

Mascherina fai da te

Quella dell’autoproduzione di mascherine è una necessità che ha coinvolto un gran numero di italiani sin dall’avvio dell’epidemia sullo Stivale: l’impossibilità di trovare sul mercato dispositivi monouso ha infatti convinto molti a lanciarsi nel fai da te. E così, armati di ago e filo, sono nate migliaia di alternative diverse, con tanto di svariati tutorial sui social network.

Sulla reale efficacia di questi dispositivi purtroppo non vi è certezza, tuttavia rappresentano comunque una barriera utile per poter quantomeno limitare la diffusione del virus.

Fortunatamente un recente studio condotto dal Wake Forest Baptist Medical Center, negli Stati Uniti, ha messo alla prova queste mascherine, determinando quali siano le caratteristiche che garantiscono una maggiore protezione. Dopo aver analizzato oltre 400 campioni, gli esperti hanno deciso di consigliare il cotone 180 TC come materiale primario, poiché con un effetto filtrante di circa il 70%. In altre parole, potrebbe rappresentare un aiuto valido per evitare la dispersione dei droplet e, quindi, ridurre le chances di contagio.

Questa tipologie di cotone, soprattutto se priva di stampe o decori, può inoltre essere lavata alle alte temperature – anche a 90 gradi – per eliminare qualsiasi traccia del coronavirus. Gli esperti consigliano inoltre la stiratura, un’operazione sempre utile per eliminare contaminanti.

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Mascherine lavabili d’acquisto: le caratteristiche

Mascherina blu

Negli ultimi tempi sono apparse sul mercato anche numerose mascherine lavabili di produzione industriale, disponibili per l’acquisto sia sulla grande distribuzione che nelle farmacie. I materiali impiegati sono i più svariati e, in media, tutti efficaci nel ridurre la dispersione delle goccioline di saliva. Esistono in tessuto-non-tessuto (TNT), in nylon, in cotone rafforzato, in tela, in spugna e in molte altre configurazioni. Prima di acquistarne un esemplare, però, meglio controllare l’etichetta per verificare la presenza di eventuali certificazioni, così come delle precise indicazioni per il lavaggio. La prudenza non è mai troppa: purtroppo si segnala la sempre più frequente circolazione di mascherine dall’origine non pienamente chiara, nonché dall’effetto filtrante dubbio.

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Tra le tante alternative, particolare successo stanno avendo le soluzioni con strato esterno idrorepellente e interno idrofobico. Si tratta di normali mascherine in tessuto, quindi molto leggere da indossare, che sono state sottoposte a particolari procedure produttive per aumentarne l’efficacia. Lo strato esterno repelle l’acqua, e quindi anche le goccioline di saliva, quello interno impedisce invece la fuoriuscita dei propri droplet dalla barriera protettiva, nel pieno rispetto degli altri. Il lavaggio può essere normalmente eseguito a mano oppure in lavatrice, seguendo le indicazioni fornite dal produttore.

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