Mascherine e guanti: dramma senza precedenti per gli oceani

Mascherine e guanti: dramma senza precedenti per gli oceani

Fonte immagine: RECSTOCKFOOTAGE via iStock

Mascherine e guanti rappresentano un dramma per gli oceani: segnalazioni da tutto il mondo, serve un maggiore senso di civiltà

Mascherine e guanti rischiano di soffocare gli oceani, rappresentando un dramma senza precedenti per la conservazione delle risorse naturali. È questo l’allarme lanciato dagli esperti negli ultimi giorni, nel confermare un aumento vertiginoso di dispositivi di protezione abbandonati in mare. Della crescita di questo tipo di rifiuti si parla ormai da diverse settimane, tanto che si teme che in acqua vi siano più mascherine che meduse. Una diretta conseguenza dell’inciviltà dell’uomo che, anziché smaltire correttamente questi prodotti, preferisce abbandonarli dove meglio capita.

Le segnalazioni arrivano ormai da tutto il mondo, così come spiega Al Jazeera in un recente aggiornamento. L’ultima da Londra, dove il Tamigi è stato letteralmente invaso da mascherine e guanti. Tanto che si sospetta questi rifiuti abbiano addirittura superato bottiglie e contenitori in plastica, un problema che si ripete da decenni nel corso d’acqua che attraversa la capitale britannica.

Non va meglio a Hong Kong, dove ormai da settimane le associazioni di volontariato raccolgono senza sosta dispositivi di protezione trascinati sulle spiagge dalle correnti. Una sfida senza precedenti, così come spiega Jo Morley, a capo delle campagne di City to Sea:

Sebbene supportiamo la necessità di dispositivi di protezione, per proteggerci in questi tempi difficili, siamo preoccupati sul metodo di smaltimento di mascherine e guanti.

Di avviso analogo anche Hugo Tagholm, CEO di Surfers Against Sewage:

Chiaramente prima della pandemia i dispositivi di protezione non rappresentavano un problema. Ora si aggiungono come ulteriore fonte di plastica che sta soffocando i nostri oceani. Tuttavia, non dobbiamo distogliere l’attenzione dal problema principale: la produzione di plastica usa e getta.

La divisione britannica di Greenpeace UK conferma una ripresa massiccia nella produzione di prodotti in plastica monouso, nonostante gli sforzi condotti negli ultimi anni:

La pandemia ha interrotto il percorso per ridurre la plastica monouso. Questa non deve però diventare una scusa per evitare azioni di contenimento. Le aziende i governi devono comunque impegnarsi nel disincentivare l’uso di alcuni tipi di plastica usa e getta, come ad esempio i contenitori di cibo e bevande. Devono assicurarsi che la plastica venga utilizzata solo per prodotti monouso essenziali – come i dispositivi medici – e raccogliere tutto il resto, affinché venga riutilizzato al termine del ciclo di vita.

Fonte: Al Jazeera

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