Mascherine fai da te: i materiali consigliati dagli esperti

Mascherine fai da te: i materiali consigliati dagli esperti

Fonte immagine: Marco_Bonfanti via iStock

Anche le mascherine fai da te garantiscono un medio effetto filtrante, se si scelgono i giusti materiali: lo studio negli USA.

La diffusione del nuovo coronavirus sta rendendo sempre più evidente l’importanza delle mascherine: questi dispositivi di protezione sono sempre più consigliati all’intera popolazione, tanto che Lombardia e Toscana hanno deciso di renderli obbligatori per le uscite. Sul mercato le alternative però scarseggiano, si tratti delle classiche mascherine chirurgiche o delle più affidabili FPP2 ed FPP3, quindi molti si sono lanciati nell’autoproduzione. Le soluzioni fai da te non possono garantire lo stello livello di protezione, tuttavia è possibile renderle più efficaci scegliendo i materiali giusti.

I ricercatori del Wake Forest Baptist Medical Center, negli Stati Uniti, hanno deciso di analizzare 400 campioni di mascherine autoprodotte, per vagliarne il grado di protezione. Sebbene questi dispositivi non siano consigliati, proprio perché non certificati per filtrare goccioline e microorganismi, gli esperti ne hanno comunque voluto testate l’affidabilità: la scarsità sul mercato non lascia altre alternative alla popolazione.

Dalle analisi è emerso come l’effetto filtrante possa variare enormemente a seconda del materiale utilizzato. Le mascherine fai da te più affidabili possono addirittura arrivare al 79% di effetto filtrante, un dato che ha sorpreso gli stessi studiosi, considerando come una soluzione N95 – l’equivalente delle FFP3 europee – raggiunga il 97%.

I ricercatori hanno stabilito che le migliori mascherine autoprodotte sono quelle in cotone 180 TC, meglio se leggermente trapuntato: la fitta trama di questa filatura garantisce un medio effetto filtrante. Subito dopo si piazzano le mascherine a doppio strato in cotone semplice, sempre con alto TC, oppure in flanella.

Le mascherine peggiori sono invece quelle recuperate da abiti in cotone ormai in disuso, come T-shirt, short, tute e via dicendo. La trama di questi tessuti è molto lasca, quindi non offrono un effetto filtrante sufficiente. Così hanno concluso i ricercatori:

Per quanto questa informazione sia importante per gli ospedali, è rilevante anche per le persone che decidono di autoprodurre mascherine. Non vogliamo che le persone pensino che qualsiasi scampolo di stoffa sia idoneo, si rischia un falso senso di sicurezza.

Come facile comprendere, la ricerca si è concentrata su tessuti naturali, mentre non ha vagliato l’effetto filtrante di soluzioni sintetiche, come ad esempio il recupero di traversine igieniche per uomini e animali.

Fonte: Fox Phoenix

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

CrossFit: esercizi da fare in casa (lezione 1)