Manovra Monti: arriva la RES, una nuova tassa sui rifiuti

Manovra Monti: arriva la RES, una nuova tassa sui rifiuti

Il Governo Monti vara la manovra Salva Italia. Fra i vari nuovi balzelli, una nuova tassa per i rifiuti a partire dal 2013 denominata "RES" (Rifiuti e Servizi)

La ricetta del governo Monti per uscire dalla crisi passa per alcuni tagli e nuove tasse. La manovra Salva Italia porta la crisi anche dentro le case in cui non era ancora entrata: riforma delle pensioni, aumenti delle accise sui carburanti, ecc. Se l’obiettivo politico è il rilancio dell’economia, per molte famiglie del nostro Paese il tenore di vita fin qui avuto potrebbe diventare insostenibile.

Fra i nuovi balzelli ha avuto spazio anche una nuova tassa sui rifiuti. Parliamo della RES (Rifiuti e Servizi), che sostituirà dal 2013 la TARSU e la TIA. Come specificato dallo stesso decreto, si tratta di un tributo comunale:

Soggetto attivo dell’obbligazione tributaria è il comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente, la superficie degli immobili assoggettabili al tributo.

Il meccanismo per calcolare l’esatto importo resta ancora abbastanza oscuro. Il testo, però, specifica che verrà calcolato tenendo conto sia delle dimensioni dell’immobile di riferimento, sia della quantità di rifiuti prodotta:

La tariffa è composta da una quota determinata in relazione alle componenti essenziali del costo del servizio di gestione dei rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai relativi ammortamenti, e da una quota rapportata alle quantità di rifiuti conferiti, al servizio fornito e all’entità dei costi di gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio.

Ad ogni modo, parte dei regolamenti devono ancora essere scritti e il governo avrà tempo fino ad ottobre del prossimo anno. Ciò che balza all’occhio è la grande libertà che viene lasciata ai sindaci, che da un lato potranno aggiungere rincari dai 30 ai 40 centesimi a m2, dall’altro potranno stabilire delle tariffazioni di favore in casi particolari.

Resta il fatto che, sotto forma di un cambio di nome – da TARSU a RES – siamo di fronte all’ennesimo aumento dei costi. Dato che nel nostro Paese il servizio “rifiuti” non è certo di primissimo livello, l’auspicio nostro è che almeno la riforma non riguardi solo il dato economico, ma ne corrisponda nel tempo un progresso della qualità. Restiamo scettici, ma speranzosi di essere smentiti.

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