Manifesto di Assisi per una economia più umana e sostenibile

Manifesto di Assisi per una economia più umana e sostenibile

Presentato oggi il Manifesto di Assisi, per sostenere dall'Italia un'economia più votata allo sviluppo sostenibile.

Contro l’emergenza climatica l’Italia risponde con il Manifesto di Assisi, presentato stamattina nel Salone Papale del Sacro Convento di Assisi e che conta all’attivo oltre 2.000 adesioni tra rappresentanti istituzionali, del mondo economico, politico, religioso e della cultura.

Tra i promotori del Manifesto di Assisti per un’economia più a misura d’uomo e sostenibile Ermete Realacci (Fondazione Symbola), Vincenzo Boccia (presidente Confindustria), Francesco Starace (amministratore delegato Enel), Ettore Prandini (presidente Coldiretti), padre Mauro Gambetti (Custode del Sacro Convento di Assisi), padre Enzo Fortunato (direttore della rivista San Francesco) e Catia Bastioli (amministratore delegato Novamont). Come si legge nel testo:

Affrontare con coraggio la crisi climatica non è solo necessario, ma rappresenta una grande occasione per rendere la nostra economia e la nostra società più a misura d’uomo e per questo più capaci di futuro.

Siamo convinti che, in presenza di politiche serie e lungimiranti, sia possibile azzerare il contributo netto di emissione dei gas serra entro il 2050. Questa sfida può rinnovare la missione dell’Europa dandole forza e centralità e può vedere un’Italia in prima fila.

La sfida della crisi climatica può essere l’occasione per mettere in movimento il nostro Paese in nome di un futuro comune e migliore. Noi, in ogni caso, nei limiti delle nostre possibilità, lavoreremo in questa direzione, senza lasciare indietro nessuno, senza lasciare solo nessuno. Un’Italia che fa l’Italia, a partire dalle nostre tradizioni migliori, è essenziale per questa sfida e può dare un importante contributo per provare a costruire un mondo, civile, gentile.

Ha dichiarato nel suo intervento il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tra i firmatari del Manifesto di Assisi:

Ritrovando le radici profonde della sua cultura solidale l’Italia può essere avanguardia nella promozione di un modello di sviluppo integrale e sostenibile, in grado di riannodare i legami tra le comunità produttive, valorizzando l’artigianato e il commercio, sostenendo la piccola industria sempre più inserita nelle catene del valore globali e ricomponendo le filiere interne nelle quali grande, media e piccola industria possono godere di vantaggi reciproci.

Si tratta di un’impronta tutta italiana allo sviluppo che, nonostante le difficoltà che caratterizzano il quadro economico e che non possiamo tacere, ci consente di godere di primati importanti anche nel campo della sostenibilità ambientale.

Fonte: Adnkronos

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