Mangiare davanti al computer o alla tv fa ingrassare

Mangiare davanti al computer o alla tv fa ingrassare

Fonte immagine: iStock

Mangiare davanti alla tv o al computer può portare a ingrassare, uno studio della University of Sussex spiega il perché di tali conclusioni.

Mangiare guardando lo schermo del computer o della TV aumenta il rischio di ingrassare. A confermare una delle teorie alimentari avanzate negli ultimi anni sono stati i ricercatori della University of Sussex. Gli studiosi hanno presentato le loro conclusioni sulla rivista di nutrizione Appetite.

Secondo gli esperti britannici mangiare distraendosi dal pasto impedisce al cervello di registrare correttamente il cibo ingerito. Dedicarsi ad attività lavorative, in multitasking o semplicemente per esigenze di orario, o guardare un film alla televisione. Entrambe queste tipologie di attività rischiano non soltanto di rovinare una dieta dimagrante, ma anche di far ingrassare chi è normopeso.

Il problema risiederebbe inoltre, spiegano gli esperti, nella cattiva “registrazione” delle calorie assunte. Mangiare mentre si è totalmente assorbiti da quel che si vede sullo schermo portare a sottostimare quanto assunto, spingendo a mangiare di più.

Effetti del mangiare davanti allo schermo, lo studio

I ricercatori hanno sottoposto 120 volontari a un sistema di alimentazione esterno, attraverso un tubo nel quale veniva introdotto uno “smoothie”. In alcuni casi il contenuto era altamente calorico, per altri ipocalorico. Durante il pasto dovevano svolgere un test al computer, che poteva essere sia molto semplice oppure particolarmente complesso. Alcune ore dopo la prova sono state offerte ai partecipanti delle patatine, registrando per ciascuno di loro quante fossero quelle consumate.

In base a quanto pubblicato dai ricercatori il consumo di patatine sarebbe risultato molto differente tra coloro che hanno svolto il test più semplice. Chi ha ricevuto lo smoothie più calorico ha consumato pochissime unità, ben lontane dal numero ingerito da chi ha ricevuto l’ipocalorico.

Nessuna differenza invece nel quantitativo assunto da chi ha svolto la prova più complessa. Gli scienziati sostengono che il maggiore coinvolgimento nella prova ha portato l’organismo a non percepire la differenza di calorie nell’alimento. Il risultato è stato un consumo simile tra chi ha ricevuto la soluzione ipocalorica e chi ha mangiato quella ipercalorica. Ha dichiarato il Prof. Martin Yeomans, docente di Psicologia sperimentale e tra gli autori della ricerca:

In questo ultimo studio abbiamo visto che quando le persone sono lievemente distratte, ma non in maniera totale erano comunque capaci di avvertite la differenza calorica. Il loro corpo avvertiva quei nutrienti.

Ad ogni modo abbiamo notato che quando la loro attenzione è totalmente rivolta allo svolimento di compiti complessi diventano incapaci di percepire tali nutrienti. Ciò significa che nel mondo reale se sei troppo occupato e mangi qualcosa, essenzialmente non registri cosa hai ingerito e rischi di consumare più del necessario.

Fonte: Appetite

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