• GreenStyle
  • Salute
  • Mangiare cibo spazzatura aumenta il rischio di morte prematura

Mangiare cibo spazzatura aumenta il rischio di morte prematura

Mangiare cibo spazzatura aumenta il rischio di morte prematura

Consumare alimenti processati e cibo spazzatura aumenta il rischio di mortalità prematura secondo uno studio francese.

Chi mangia cibo spazzatura potrebbe finire col rinunciare ad alcuni anni di vita. A sostenerlo uno studio della Paris-Sorbonne Université, pubblicato dai ricercatori francesi sulla rivista scientifica JAMA Internal Medicine. Secondo gli studiosi d’Oltralpe consumare cibi processati come pranzi preconfezionati, patatine fritte, salsicce e altri insaccati, cibo da fast food e bevande gassate incrementa il rischio di malattie dagli esiti potenzialmente mortali come ad esempio infarto e forme tumorali collegate a una dieta poco salutare.

Lo studio francese ha preso in considerazione i profili di 44.551 individui francesi sani di età compresa tra i 45 e i 64 anni (media di 57 anni), tracciandone le abitudini alimentari nelle 24 ore. Oltre 3 mila i cibi inseriti nella lista degli alimenti consumati dai partecipanti, con i prodotti divisi in quattro gruppi a seconda di quanto fossero stati sottoposti a lavorazione.

In base ad alcuni dati resi noti dagli studiosi a un incremento del 10% nel consumo di cibi processati corrisponderebbe un maggiore rischio (+14%) di mortalità prematura entro i successivi 8 anni. Come ha dichiarato la co-autrice dello studio, la dott.ssa Laure Schanbel, epidemiologa nutrizionale presso la Paris-Sorbonne Université:

I cibi ultra-processati contengono ingredienti multipli. Le loro caratteristiche nutrizionali possono spiegare in parte lo sviluppo di malattie croniche non contagiose tra chi li consuma.

Nel mirino secondo i ricercatori francesi ci sono soprattutto il maggiore contenuto di grassi totali, di grassi saturi nonché di zuccheri aggiunti. I sospetti degli studiosi si rivolgono anche alla presenza di alcuni additivi, legali, ma il cui impiego è sempre più oggetto di dibattito (ad esempio il nitrito di sodio e il biossido di titanio).

Da valutare con attenzione attraverso ulteriori studi anche la presenza di dolcificanti artificiali, la cui presenza all’interno degli snack è ormai comune. Secondo gli esperti francesi vi sarebbe il sospetto che tali prodotti altererebbero la flora batterica intestinale aumentando il rischio di sviluppare patologie metaboliche come il diabete di tipo 2.

Fonte: Daily Mail

Le informazioni riportate su GreenStyle.it sono di natura generale e non possono essere utilizzate per formulare indagini cliniche, non devono essere considerate come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento, l’assunzione o la sospensione di un farmaco , non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico generico, di uno specialista , di un dietologo o di un fisioterapista. L’utilizzo di tali informazioni e’ sotto la responsabilita’, il controllo e la discrezione unica dell’utente. Il sito non e’ in alcun caso responsabile del contenuto, delle informazioni, dei prodotti e dei servizi offerti dai siti ai quali greenstyle.it puo’ rimandare con link.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Beach Litter 2019: intervista a Stefano Ciafani – Legambiente