Malattia di Lyme: sintomi, cura, guarigione

Malattia di Lyme: sintomi, cura, guarigione

Fonte immagine: Unsplash

La malattia di Lyme è una problematica causata dal morso della zecca in grado di veicolare un batterio: ecco sintomi, cura e guarigione.

Piuttosto comune e diffusa, la malattia di Lyme possiede un’origine batterica ed è nota anche come borreliosi: il nome deriva dagli studi di Willy Burgdorfer, scopritore del batterio spiraliforme Borrelia burgdorferi. Il veicolo di trasmissione sono le zecche che, infettate dal batterio, diffondo il virus all’uomo e agli animali attraverso il loro morso.

È una malattia silenziosa, spesso anche asintomatica: lo stesso morso è impercettibile, ma la conseguenze possono anche degenerare in modo preoccupante. Prende il nome di Lyme dall’omonima cittadina di Old Lyme nel Connecticut dove, nel 1975, la malattia si diffuse così rapidamente tanto da scatenare un’epidemia. Nonostante se ne parli poco, è una malattia ad alta diffusione tanto da essere presente in quasi tutto il mondo.

Cause

Come anticipato, il veicolo di trasmissione è la zecca, in particolare la Ixodes ricinus, parassita piuttosto diffuso in tutto il mondo che può infestare sia gli animali che l’uomo stesso. Il suo morso permette il passaggio del batterio aumentando il contagio: le aree con maggiore infestazione sono quelle boschive magari con presenza di animali come cervi, oppure roditori, ricci, uccelli. Per diffondere il batterio la zecca deve soggiornare sull’ospite per almeno 24 ore, trasmettendo la Borrelia birgdorferi attraverso il rigurgito e le feci. La diffusione è così elevata che la malattia di Lyme è stata riscontrata anche in aree prive di zecche, quindi si presume la trasmissione sia avvenuta per contagio occasionale da insetti.

Sintomi nell’uomo

Zecca

Il morso produce un’eritema cutaneo di piccole dimensioni che si ingrandisce con il passare del tempo, assumendo formati di tipo circolare, triangolare e ovale grande pari a una moneta. Le dimensioni possono stabilizzarsi o aumentare fino a raggiungere i cinque centimetri, con rossore e parte interna più chiara, accompagnato da sintomi collaterali quali febbre, mal di testa, rigidità del collo, dolori muscolari e stanchezza.

La malattia può degenerare e colpire anche il cuore con dolori, palpitazioni, problematiche cardiache: se non curata, può causare dolori e gonfiori articolari, complicanze neurologiche con giramenti di testa e fiato corto, acufeni e rigidità del collo. Se trascurata può condurre all’artrite, causare problemi al sistema nervoso, alla cute, difficoltà di concentrazione, problemi mnemonici e comportamentali. I tempi di incubazione variano dai 7 ai 25 giorni e la diagnosi non è così immediata, perché a volte asintomatica senza i segni dati dal morso. La presenza di febbre e dolori rallenta la diagnosi, i sintomi sono simili a quelli influenzali e i pazienti non sempre ricordano o sanno di essere stati morsi da una zecca.

Sintomi nel cane

Nel cane la sintomatologia è simile ma la presenza del pelo impedisce l’immediata individuazione dell’eritema e del rush cutaneo, favorendo il decorso della malattia stessa. I sintomi più evidenti sono la perdita di appetito, dimagrimento, febbre, spossatezza, letargia, ingrossamento linfonodale periferico, dolori ai muscoli e alle ossa che possono spingere l’animale a zoppicare, quindi gonfiore alle zampe che si può presentare anche in un secondo momento. La zoppia si manifesta con eventi dolorosi a cadenza temporale, accompagnata da poliartrite. La malattia, se non curata, può colpire anche gli organi interni quali fegato, cuore e reni.

Cura

Cane malato

Nell’uomo la cura indicata è quella antibiotica, con sintomi che possono persistere nel tempo fino a scomparire gradualmente. Nel cane, dopo una valutazione e una serie di analisi, vengono forniti antibiotici per circa tre settimane in tandem con una serie di principi attivi. La prevenzione è la soluzione più logica: nel cane attraverso vaccinazioni, controlli del pelo costanti e somministrazioni di antiparassitari (collari e spot on). Nell’uomo la soluzione migliore è quella di evitare zone dove è alta la possibilità di essere colpiti dalle zecche e, in caso di escursioni, è meglio coprire tutto il corpo e controllare ogni parte una volta rientrati in casa.

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