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Malattia dei cervi zombie: preoccupazione in USA e Canada

Malattia dei cervi zombie: preoccupazione in USA e Canada

Fonte immagine: Unsplash

In rapido aumento i casi di malattia dei cervi zombie negli Stati Uniti e in Canada, gli esperti invitano i cacciatori alla cautela: ecco perché.

Una grave infezione sta colpendo i cervi del Nord America, con casi registrati in 24 stati USA e in ben due provincie del Canada. Una patologia che è già stata ribattezzata “malattia dei cervi zombie”, per il comportamento che assumono questi animali prima del decesso, tuttavia nota alla scienza sin dagli anni ’60 dello scorso secolo. Si tratta infatti della Chronic Wasting Disease, un’encefalopatia spongiforme che può colpire qualsiasi cervide, dalle alci alle renne.

L’allarme è stato lanciato la scorsa settimana, quando il Center for Infectious Disease Research dell’Università del Minnesota ha confermato l’aumento repentino di esemplari affetti dalla malattia. Una notizia che ha preoccupato gli scienziati, i quali temono che in futuro l’infezione possa essere trasmessa all’uomo, ad esempio con il consumo delle carni, sebbene dal 1960 a oggi l’infezione non abbia mai fatto il salto di specie.

La Chronic Wasting Disease, osservata per la prima volta negli anni ’60 in Colorado, è una forma trasmissibile di encefalopatia spongiforme causata da prioni, in grado di colpire cervi, renne, alci, caribù e molti altri. L’infezione causa l’accumulo di una particolare proteina nelle cellule cerebrali dell’animale, conferendone un aspetto “a spugna”. La patologia, che può svilupparsi anche nel corso di parecchi anni, porta gli esemplari colpiti a comportarsi progressivamente in modo sempre più insolito, mostrando anche segni di aggressività, confusione e apatia: questi tratti hanno portato l’opinione pubblica a definire il disturbo la “malattia degli zombie”.

Gli esperti ritengono che l’infezione possa diffondersi con saliva, urine e feci e, proprio poiché richiede diverso tempo prima di potersi manifestare, ai cacciatori non è dato sapere se un esemplare ne sia affetto in assenza di evidenti sintomi. A oggi non esiste una cura per questi animali, né misure preventive come i vaccini.

Come già accennato, il Center for Disease Control non ha rilevato nessun caso di infezione dagli umani dal 1960 a oggi, tuttavia gli esperti invitano comunque alla cautela poiché alcuni studi avrebbero dimostrato come la trasmissione sia teoricamente possibile tra i primati, ovvero scimmie che consumano carne di esemplari infetti. Diversi monitoraggi sono stati avviati negli USA, mentre in Indiana si sta pensando di vietare il consumo di carne da cervidi a scopo precauzionale.

Fonte: USA Today

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