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Maglioni di pelo di cane: così si ricicla la toelettatura

Maglioni di pelo di cane: così si ricicla la toelettatura

Fonte immagine: LFO62 via iStock

Arrivano i maglioni di lana di cane, realizzati recuperando il pelo che si stacca naturalmente dagli animali: l'iniziativa di una giovane milanese.

Maglioni, cappelli, sciarpe e scaldacollo realizzati con il pelo del cane, riciclando scarti delle operazioni di toelettatura. È questa l’originale idea di una giovane di Inveruno, in provincia di Milano, pronta a realizzare dei morbidi abiti a partire dal manto degli amici a quattro zampe. La storia di Cristina Motta, questo il nome dell’artigiana, è stata raccontata in questi giorni dal quotidiano Il Giorno.

L’idea è nata qualche tempo fa, quando Cristina ha deciso di imparare la l’arte di filare la lana. Dopo aver appreso come usare il fuso, e appassionatasi all’uso della ruota, la giovane ha recuperato uno strumento più grande dalla Nuova Zelanda, dove pare moltissimi producano indumenti e accessori a partire dal pelo dei cani. E così è nata questa singolare avventura, un lavoro vero e proprio: dai cappellini ai maglioni, passando per molte altre proposte, pare che il filato ricavato dai quadrupedi sia anche più caldo ed efficiente rispetto alla lana ovina.

Ma dove viene recuperato il pelo di cane per realizzare questi prodotti? Così come spiega sempre Il Giorno, si tratta sostanzialmente di un’attività di riciclo: grazie a un’amica toscana, titolare di un allevamento di Collie, è stato possibile recuperare buone quantità di manto canino, derivato dalle normali attività di toelettatura dei quadrupedi. E si tratta di un’operazione completamente priva di stress per l’amico a quattro zampe, tanto che viene inconsapevolmente effettuata da tutti i proprietari ogni giorno, armati di spazzola e pettine:

Si usa il sottopelo, perché il pelo punge. Lo si ottiene quando il cane va in muta, si stacca da solo, basta pettinare il cane. È diverso dal lavorare la lana, ma basta farci l’abitudine.

Non a caso, i principali clienti sono proprio proprietari di cani, i quali raccolgono il sottopelo che si stacca naturalmente dal corpo dell’animale, per poi conservarlo in un sacchetto di carta.

L’operazione di creazione della lana di cane non è immediata, poiché richiede circa 30-38 ore tra lavaggio del pelo, cardatura, filatura e lavorazione ai ferri. Una proposta che richiede quindi passione e dedizione, premiata però dalla sempre maggiore attenzione da parte del pubblico, grazie anche a una certa viralità sui social network.

Fonte: Il Giorno

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