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L’UE continua a finanziare il nucleare: 1,3 miliardi per la ricerca

L’UE continua a finanziare il nucleare: 1,3 miliardi per la ricerca

Stanziati 1,3 miliardi di euro per la ricerca nel settore nucleare. L'UE continua ad investire nell'atomo, nonostante Fukushima e le critiche ambientaliste.

Se, come abbiamo visto ieri, le banche per uscire dalla crisi tengono alti i loro investimenti sul carbone, l’UE continua a battere il terreno del nucleare. Ieri il Parlamento e la Commissione europea avrebbero raggiunto un accordo per un nuovo finanziamento della ricerca nel settore.

La cifra è quasi da capogiro: 1,3 miliardi di euro. Ebbene sì, nonostante Fukushima e l’economia in ginocchio, l’atomo sembra essere rimasto una priorità in Europa. Anzi, possiamo forse dire che la ricerca nel settore risponde al desiderio di replicare alla depressione del settore post incidente, rilanciandolo come uno dei traini economici contro la crisi. Una scommessa che non farà certo piacere a molti ambientalisti.

Pensare che, al contrario, le evidenze empiriche vedono maggiori prospettive di crescita altrove, soprattutto nel campo delle rinnovabili.

Quello che maggiormente colpisce, però, è l’assoluta inesistenza di una politica concordata nel settore. Mentre Sarkozy rilancia il nucleare francese, il suo sfidante Hollande parla di chiudere più di venti centrali; Germania e Belgio hanno annunciato il loro addio all’atomo, ma Bruxelles – intesa come capitale d’Europa e non belga – fa sapere ora che investirà questi soldi nei programmi di ricerca.

Il futuro energetico dell’Eurozona è un tema strategico per capire anche le nostre prospettive, sia in termini economici, sia in termini di democrazia. L’impressione è che su questo argomento la politica cammini irresponsabilmente a tentoni. Ad ogni modo, per la cronaca, questi soldi andranno a finanziare due anni di attività dell’istituto Iter, specializzato nelle ricerca sulla fusione nucleare e sulla costruzione di nuovi tipi di reattori basati su questo principio.

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