Luci a LED: si risparmia energia a scapito della salute?

Luci a LED: si risparmia energia a scapito della salute?

I LED sembravano la soluzione a tutti i problemi di illuminazione, con un grande risparmio energetico. Ma non hanno solo vantaggi

Le luci a LED stanno silenziosamente divorando fette di mercato e iniziano ad apparire un po’ ovunque: dalle cucine in stile moderno alle luci di posizione delle automobili di classe alta. Il motivo è semplice: a fronte di un costo ancora abbastanza alto rispetto alle classiche lampade a incandescenza e a quelle fluorescenti garantiscono un risparmio energetico e una durata assai maggiori.

I LED consumano pochissimo, rispetto alla luce che fanno, e non si bruciano quasi mai. Tutte rose e fiori? A quanto pare no: altrettanto silenziosamente si sta facendo strada un fronte “antiLEDista” sempre più agguerrito.

Che comprende persino Confedilizia, il cui presidente Corrado Sforza Fogliani nei giorni scorsi si è pronunciato ufficialmente per chiedere che l’utilizzo di questa tecnologia venga limitata negli usi domestici e relegata a quelli industriali.

A giustificare queste richieste ci sarebbero i possibili danni causati dai LED all’occhio umano. Danni causati dalla componente blu della abbondante luce emessa dai LED, che riguardano però solo i casi in cui si guarda dritto verso la lampada. Come può capitare nel caso dei fari di una vettura, per capirci.

Ad avvalorare questa tesi c’è anche la direttiva emanata l’anno scorso dall’ANSES, l’Agenzia francese per la sicurezza del cibo, l’ambiente e il lavoro. Una direttiva che parla apertamente di rischi derivanti dalla componente blu della luce al LED, dandoli per assodati.

In Italia, invece, a fine aprile l’allora ministro della Salute Ferruccio Fazio rispondendo a un’interrogazione parlamentare riportò il parere dell’Istituto superiore di sanità sui LED. In quel parere si legge che alcuni LED in commercio, e facilmente reperibili, sono effettivamente classificabili come pericolosi per via dell’alta quantità di luce blu che emettono.

A fronte di questi pareri scientifici e politici ci sono molti scettici, che ritengono tutto ciò solo un tentativo di uccidere sul nascere una tecnologia che promette grandi risparmi di energia e, nel lungo termine anche economici, per i cittadini.

Ma, a questo punto, la domanda nasce spontanea: se i LED sono nati rossi nei primi anni ’60 e si sono diffusi azzurri ai primi del 2000, non è più semplice promuovere la vendita di lampade con questa tecnologia e con un colore più neutro?

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