Lucertole: perché ricresce la coda

Lucertole: perché ricresce la coda

Fonte immagine: Pixabay

Le lucertole sono in grado di far ricrescere la loro coda: ecco perché perdono questa appendice e quali sono le ragioni alla base della ricrescita.

Le lucertole sono da tutti conosciute per una loro singolare capacità: quella di poter far ricrescere la coda. Una peculiarità che da secoli affascina l’uomo e oggetto di numerosi studi scientifici, poiché la rigenerazione degli organi potrebbe rappresentare una delle frontiere future per la salute dell’uomo. Ma per quale ragione le lucertole perdono la coda e, soprattutto, perché ricresce?

Quasi tutti gli esemplari della famiglia di questi piccoli rettili, dalle comuni lucertole al geco, dispongono di un corredo genetico utile alla ricrescita della coda. Di seguito, qualche informazione utile.

Lucertole e coda: un meccanismo di difesa

Lucertola

Per le lucertole, la perdita della coda è tutto fuorché un fatto casuale. Solo in rari casi l’evento si presenta a seguito di un incidente – l’animale rimane bloccato da sassi, vegetazione o subisce infortuni – mentre è decisamente più frequente una strategia di tipo adattivo. In altre parole, nella maggior parte dei casi è il rettile stesso che decide di abbandonare parte della propria coda.

Si tratta di un complesso e affascinante meccanismo di difesa, dovuto a secoli di evoluzione. Nella maggior parte dei casi, i predatori – come ad esempio i gatti – acchiappano le lucertole proprio per la coda. Queste ultime, attivando un sistema di distacco dell’appendice, riescono a liberarsi dalla trappola inferta dai loro cacciatori, fuggendo a grande velocità e recuperando così tempo.

Tale strategia di automutilazione si chiama autotomìa ed è una reazione innata, attivata probabilmente dalla modifica dei livelli ormonali durante situazioni di stress o di paura. Una vera e propria strategia di “attacco o fuga”, come quella che normalmente si verifica nei mammiferi in condizioni di estrema ansia o timore.

Coda: perché ricresce

Lucertola

La perdita della coda non comporta nessun dolore, né alcun fastidio, per la lucertola. D’altronde, in soli 30 giorni l’animale potrà contare su un’appendice completamente nuova, dalle stesse funzionalità della precedente e capace di garantire la medesima sensibilità.

Il processo è molto complesso ed è determinato da alcuni geni a disposizione di questi animali. Diversi studi scientifici hanno dimostrato, soprattutto nei gechi, il ruolo di un particolare tipo di cellule, dette gliali-radiali. Presenti anche nei feti e nei neonati umani, queste cellule sono deputate alla crescita dei tessuti e possono trasformarsi pressoché in qualsiasi tipo di organo. Già al momento del distacco della coda, la moltiplicazione di queste cellule inizia rapidissima, fino a differenziarsi in molti altri tipi cellulari. Basti pensare come, a differenza di altri animali, la coda delle lucertole sia ricca di terminazioni nervose, quindi le cellule gliali-radiali nei fatti sono in grado di diventare neuroni.

Si perciò quindi di vere e proprie cellule staminali, il cui studio e comprensione permetterà all’uomo di affrontare alcune delle malattie oggi più diffuse e terribili, come quelle che determinano degenerazione cognitiva. A oggi, solo questi rettili sono conosciuti per la possibilità di rigenerare interi organi, così complessi per la fitta rete di terminazioni nervose, vasi sanguigni e altri tessuti.

Infine, una curiosità: anche l’orbettino – impropriamente definito un serpente, in realtà una lucertola senza zampe – possiede la capacità di far ricrescere completamente la propria coda.

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